Ictus e fibrillazione atriale, screening gratuiti con gli specialisti dell’Aou di Ferrara

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Ferrara, 20 giugno 2019 – Nel mese dedicato all’Ictus, torna come ogni anno a Ferrara la campagna di informazione e prevenzione promossa da A.L.I.Ce Emilia Romagna, volta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione dell’ictus cerebrale.

Sabato 22 giugno a Ferrara, in Piazza Savonarola dalle ore 9.30 alle 13.00, medici specializzati Cardiologi e Neurologi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna di Ferrara, in collaborazione con i volontari dell’Associazione e al personale infermieristico, saranno a disposizione dei cittadini per effettuare gratuitamente uno screening sui alcuni parametri, come la misurazione della pressione arteriosa, la rilevazione di un’eventuale anomalia del ritmo cardiaco, analisi della flessibilità della condizione arteriosa e la rilevazione della fibrillazione atriale. Al termine verrà rilasciato un documento che potrà essere consegnato (a discrezione dell’interessato) al medico di famiglia.

La verifica della fibrillazione atriale è inoltre un fondamentale supporto per il medico di base che potrà così attuare quanto in suo possesso per effettuare i migliori trattamenti.

Attraverso semplici gesti chiunque può imparare a conoscere e prevenire uno dei maggiori fattori di rischio di ictus: la fibrillazione atriale, il più comune disordine del ritmo cardiaco e il più importante fattore di rischio per l’ictus. I pazienti con fattore fibrillazione atriale hanno fattore di rischio ictus 5 volte superiore a quelli che non hanno fibrillazione atriale.

“L’ictus è un evento improvviso, inatteso e traumatico – afferma Claudio Mari, Vice Presidente di A.L.I.Ce. Emilia Romagna odv e Presidente di A.L.I.Ce Ferrara odv – Le persone devono sapere quali sono i fattori di rischio e quali stili di vita possono aiutare ad evitarlo: la prevenzione riveste assolutamente un ruolo fondamentale. Così come è fondamentale intervenire precocemente, riconoscendo tempestivamente i sintomi: è necessario chiamare immediatamente il 118 in modo da poter arrivare velocemente in Ospedale. In questo modo è possibile ridurre il rischio di mortalità ma soprattutto gli esiti di disabilità, spesso invalidanti, causati da questa malattia. L’ictus è una patologia tempo-dipendente: i risultati finali della terapia dipendono, infatti, dalla precocità con cui si interviene”.

Terza causa di morte, prima di invalidità e seconda di demenza, l’ictus cerebrale è una malattia grave e disabilitante che colpisce ogni anno nel mondo circa 15 milioni di persone e nel nostro Paese circa 150.000; quelle che sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi almeno 800.000.

Fondamentale per la prevenzione è la adeguata consapevolezza da parte dei cittadini dei fattori di rischio che da soli o, ancora di più, in combinazione tra di loro aumentano la possibilità di incorrere in un ictus: ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, sedentarietà ed alcune anomalie cardiache e vascolari.

Le nuove terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) possono evitare del tutto o migliorare spesso in modo sorprendente questi esiti, ma la loro applicazione rimane a tutt’oggi molto limitata per una serie di motivi. I principali sono rappresentati dalla scarsa consapevolezza dei sintomi da parte della popolazione, dal conseguente ritardo con cui chiama il 118 e quindi arriva negli ospedali idonei, dal il ritardo intra-ospedaliero e, infine, dalla mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate.

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