GSD Obesity Day: al via lo studio dell’Istituto Nazionale per la Chirurgia dell’Obesità

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In Italia i pazienti con obesità grave o con potenziale indicazione al trattamento chirurgico si stima siano superiori al milione

medici-chirurghi-in-sala-operatoriaMilano, 7 ottobre 2015 – Anche quest’anno si rinnova l’ormai tradizionale appuntamento con l’Obesity Day, giornata di sensibilizzazione sul tema obesità indetta dall’ADI (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica). Il Gruppo Ospedaliero San Donato, impegnato ormai da anni nell’educazione alla corretta alimentazione e nella lotta al sovrappeso di adulti e bambini, accoglie con entusiasmo l’invito dell’ADI organizzando, in collaborazione con l’Associazione Amici Obesi Onlus, il “GSD Obesity Day”, in programma a Bergamo, in Piazza Dante, il prossimo 10 ottobre. Il progetto, che ha il patrocinio dell’ASL e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo, si inserisce all’interno delle iniziative promosse dal Gruppo Ospedaliero San Donato per Bergamo Scienza.

Un anno che ti cambia la “vita”, questo il titolo dell’edizione di quest’anno che sarà incentrata non solo sulla conoscenza e sulla prevenzione del problema obesità, ma anche su un’iniziativa concreta, ovvero uno studio epidemiologico della durata di un anno, durante il quale un gruppo di pazienti selezionati in occasione della giornata, sarà seguito passo dopo passo dall’équipe multidisciplinare dell’INCO (Istituto Nazionale di Chirurgia dell’Obesità, con sede presso l’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano e il Policlinico San Pietro di Bergamo).

I pazienti beneficeranno di un percorso di cura personalizzato, definito in base al grado di obesità, allo scopo di controllare la malattia e le problematiche cliniche ad essa correlate. Inoltre saranno monitorati per verificare i miglioramenti e le difficoltà riscontrare, in attesa di conoscere, tra un anno, i risultati raggiunti.

“Questo studio che vede coinvolta in prima battuta la città di Bergamo è l’occasione per dimostrare come la comunità abbia un ruolo importante nella partita contro l’obesità grave: se uniamo le forze e mettiamo la prevenzione e la cura di questa malattia tra le nostre priorità comuni possiamo vincerla – sottolinea il dott. Alessandro Giovanelli, Responsabile di INCO – Il primo passo è quello di riconoscere l’obesità come una vera e propria patologia che condiziona, talvolta in maniera importante, la vita di chi ne è affetto. Questa consapevolezza è essenziale per intraprendere, insieme a noi di INCO, il percorso di cura e di cambiamento, un cammino sicuramente non semplice ma possibile. È bene ricordare che l’obesità è una malattia curabile e controllabile. Il mio auspicio è che questo nostro studio possa essere fonte di riflessione e di ispirazione per la società e per le famiglie, un modello dal quale prendere spunto per il cambiamento”.

“Come presidente di un’associazione di pazienti e, per prima, come ex grande obesa, non posso che essere entusiasta di progetti che mirino a far emergere le possibilità di cura della nostra malattia: possibilità serie, reali e tangibili, come questo studio – gli fa eco Marina Biglia, Presidente dell’associazione Amici Obesi Onlus – Penso che, se avessi incontrato sul mio cammino, molti anni fa, strutture pronte a gestire il mio problema di salute, forse non avrei trascorso anni ad aspettare che un miracolo mi piombasse dal cielo: l’informazione, anzi, la corretta informazione è il più importante strumento che esista per acquisire piena consapevolezza della gravità della situazione e, di conseguenza, per trovarne la soluzione”.

E a proposito di informazione, è bene sottolineare che solo nel nostro Paese 1 italiano su 10 è in sovrappeso e di questi 1 su 5 è obeso. Dati destinati a crescere: si stima che nel 2015 l’obesità interesserà 700 milioni di persone nel mondo. In Italia i pazienti con obesità grave o con potenziale indicazione al trattamento chirurgico si stima siano superiori al milione. Una vera e propria epidemia di fronte alla quale non è più possibile attendere, ma è necessario agire, riconoscendo l’obesità come una malattia e affrontandola come tale.

E questa è la direzione intrapresa del Gruppo Ospedaliero San Donato, forte di un’esperienza quasi ventennale in questo ambito di cura e di una visione terapeutica multidisciplinare. Durante la giornata si potrà seguire un percorso ideale che si snoderà in 3 tappe, legate tra loro da un fil rouge, dedicate a: prevenzione, cura multidisciplinare e rinascita. Nell’area “prevenzione” sarà possibile imparare come alimentarsi e muoversi in modo corretto per mantenersi in salute. Nell’area “cura” medici di diverse specialità saranno a disposizione per informare e spiegare ai cittadini tutte le opzioni terapeutiche oggi disponibili ed efficaci per curare l’obesità, da quella medica-riabilitativa a quella chirurgica-bariatrica fino alla chirurgia plastica ricostruttiva. Nell’area “rinascita”, infine, sarà possibile vedere con i propri occhi i risultati che si possono raggiungere con una strategia terapeutica appropriata e scoprire, attraverso le testimonianze dirette di ex pazienti, come la loro vita sia cambiata radicalmente.

fonte: ufficio stampa

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