Glaucoma, il ‘ladro’ silenzioso della vista. Una molecola rallenta la progressione

Congresso nazionale della Società Oftalmologica Italiana-SOI: “In Italia in 500mila non sanno di avere il glaucoma. Obiettivo screening di massa”

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Roma, 1 dicembre 2017 – “Il glaucoma è una patologia caratterizzata da una otticopatia, cioè una malattia del nervo ottico, e il più delle volte è determinata da un aumento della pressione oculare. L’obiettivo è quello di fare uno screening di massa per cercare di individuare i circa 500mila soggetti in Italia affetti da glaucoma e che non sanno di avere questa malattia, definita il ‘ladro silenzioso della vista’, proprio perché ruba il campo visivo in maniera lenta e progressiva”.

Così Lucio Zeppa, primario di oculistica all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino in occasione della presentazione della relazione ufficiale SOI 2017 sul trattamento del glaucoma, avvenuta a Roma durante il 97esimo Congresso nazionale della Società Oftalmologica Italiana, in programma fino a sabato all’Hotel Rome Cavalieri. La relazione tratta la gestione medica e chirurgica del glaucoma in tutte le sue forme.

“I soggetti più a rischio hanno un’età compresa tra i 40 e i 60 anni- prosegue Zeppa- epoca nella quale più frequentemente la malattia comincia a determinare danni, escluse ovviamente le forme di tipo congenito. I primi segnali possono essere una visione offuscata, la visione di aloni luminosi e un senso di pesantezza a livello perioculare”.

Ma cosa e’ emerso dalla relazione della SOI sul glaucoma? “Oggi sono stati fatti passi estremamente in avanti – risponde l’esperto – Dal punto di vista diagnostico, con la alta tecnologia che consente all’oculista, una volta screenato il paziente, di ben stabilizzare la malattia; dal punto di vista terapeutico, con le nuove metodologie chirurgiche e parachirurgiche (mi riferisco ai laser, in particolare); dal punto di vista terapeutico, infine, con tante molecole nuove immesse sul mercato per il controllo della pressione intraoculare”.

Grandi passi in avanti si stanno inoltre facendo anche in termini di neuroprotezione. “Il glaucoma, come ho già detto – spiega ancora Zeppa – è una malattia caratterizzata da un’alterazione a carico della testa del nervo ottico, quindi il nostro obiettivo non e’ solo quello di ottenere un abbassamento del valore pressorio oculare, ma è anche quello di effettuare una neuroprotezione per proteggere questo nervo. Volendo semplificare, noi potremmo paragonare il sistema visivo a quello di una lampadina elettrica: la lampadina e’ l’occhio, il filo della corrente è il nervo dell’occhio e l’interruttore il cervello. La malattia si realizza lì dove c’e’ il frutto della lampadina, cioè l’innesto della lampadina sul filo della corrente. Noi dobbiamo allora cercare in tutte le maniere di andare a proteggere questo frutto, cioè il nervo ottico”.

Nel corso della presentazione della relazione SOI sul glaucoma, intanto, è stato dato particolare rilievo alle più moderne tecniche di trattamento chirurgico e alle più attuali metodologie di trattamento con laser.

“Mi piace fare sempre questo paragone – aggiunge ancora Zeppa – tra l’oculistica e la cardiochirurgia. In passato il paziente affetto da cardiopatia ischemica aveva due possibilità: o la terapia medica o il bypass aortocoronarico; poi l’evoluzione tecnologica ha evidenziato le possibilità, con l’emodinamica, di mettere gli stent nelle arterie coronariche. Nell’oculistica oggi possiamo dunque dire che abbiamo una terapia medica e, mentre in passato si faceva esclusivamente un intervento definito trabeculectomia, oggi abbiamo una via intermedia grazie a dei microstent minimamente invasivi che si possono inserire nell’occhio per ottenere un abbassamento della pressione oculare”.

Studi recenti hanno dimostrato che una molecola, la ‘citicolina’, è in grado di rallentare la progressione del glaucoma. È davvero così? “Sì il nostro obiettivo è quello di andare a correggere la testa del nervo ottico e la citicolina ha come finalità proprio la protezione della testa del nervo ottico. Viene somministrata in varie forme ed è auspicabile, credo in un futuro non troppo lontano, di poter riuscire ad ottenere la localizzazione di questa molecola, che è un neuroprotettore, direttamente sulla testa del nervo ottico”.

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