Giornata mondiale del linfoma: CAR-T e anticorpi monoclonali per combattere i tumori del sangue
Ferrara, 13 settembre 2026 – Il 15 settembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza sul linfoma con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di questa patologia. Anche i professionisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e le Associazioni di volontariato si trovano in prima linea nella lotta a questi tumori che colpiscono il sistema immunitario.
“L’incidenza di queste patologie sul territorio ferrarese – commenta il prof. Antonio Cuneo, Direttore dell’Unità Operativa di Ematologia del Sant’Anna di Ferrara – è pari a circa 90 nuovi casi all’anno e presso il Reparto che dirigo vengono seguiti periodicamente circa 1500 pazienti affetti da tale patologia. Il paziente con sospetto linfoma accede rapidamente e, se necessario, direttamente ai nostri servizi in modo da garantire un immediato avvio del processo diagnostico secondo protocolli predefiniti. Questo avviene in stretta collaborazione con la Chirurgia, l’Anatomia Patologica ed i laboratori specialistici di citofluorimetria e citogenetica molecolare dell’Ematologia che consentono di porre una diagnosi precisa”.
“Effettuato questo passaggio, entrano in gioco la Radiologia e la Medicina Nucleare per una rapida stadiazione mediante tomografia assiale computerizzata (TAC) e tomografia a emissione di Positroni (PET) che ci consente di determinare l’estensione del linfoma ed il suo stadio – prosegue Cuneo – Le terapie sono precedute da una consulenza nell’ambulatorio specialistico vaccinale e, se indicato e/o possibile, da misure di preservazione della capacità procreativa. I farmaci chemioimmunoterapici vengono preparati da personale esperto della Farmacia Ospedaliera e somministrati in degenza o in Day Hospital sotto la supervisione di infermieri e medici altamente specializzati. Se indicata, viene anche utilizzata la radioterapia che si avvale di un reparto dedicato con personale molto esperto e strumenti di ultima generazione”.
“Tutti i reparti del Sant’Anna di Ferrara forniscono consulenze specialistiche mirate in caso di complicanze – aggiunge il prof. Cuneo – La strategia terapeutica viene illustrata al paziente e ai famigliari e viene fatto ogni sforzo per adattare il programma di cura alle esigenze personali. Le moderne terapie che utilizzano il sistema immunitario, incluse le cellule CAR-T e i moderni anticorpi monoclonali bispecifici, vengono utilizzate sotto la supervisione di medici dedicati nell’ambito di un programma clinico specifico. Durante il periodo in cui il paziente è in trattamento vengono gestite le eventuali complicanze mediante accesso diretto al Day Hospital dell’Ematologia. Al termine della terapia viene effettuata la valutazione della risposta (ristadiazione) e vengono pianificate le successive visite periodiche di controllo. Di grande importanza il ruolo dell’Associazione Italiana Leucemie (AIL), che con la sezione di Ferrara offre concreto aiuto ai pazienti e alle famiglie”.
I linfomi
I linfomi sono tumori causati dalla proliferazione incontrollata di linfociti, ovvero cellule che normalmente ci difendono dalle infezioni. Nel caso dei linfomi queste cellule acquisiscono mutazioni genetiche che determinano la loro crescita incontrollata nei linfonodi e, talora, in altri organi. I linfomi si suddividono in due grandi gruppi: il linfoma di Hodgkin ed il linfoma non-Hodgkin. Entrambe le forme si manifestano con ingrandimento dei linfonodi e a volte con sintomi quali febbre duratura, dimagrimento significativo, sudorazione notturna profusa, prurito intenso.
Nel linfoma di Hodgkin le moderne terapie sono incentrate sull’impiego della chemioimmunoterapia e, quando indicato, di agenti biologici che possono essere utilizzati prima o dopo il trapianto di midollo autologo. Nei pazienti affetti da questa patologia la guarigione si ottiene in un’elevatissima percentuale di casi.
Nei linfomi non-Hodgkin i trattamenti di prima linea (chemioimmunoterapia) e, se necessario, di seconda linea con terapie cellulari (trapianto di midollo, CAR-T cells) o biologiche (anticorpi monoclonali bispecifici di ultima generazione) hanno percentuali elevate di successo, variabili nelle diverse forme istopatologiche.




