G7 Salute: per un invecchiamento attivo e sano servono più fondi per la ricerca

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Alberto Guglielmo e Beatrice Lorenzin

Milano, 6 novembre 2017 – Oltre duecento persone presenti all’evento laterale G7 “Innovazione e Ricerca per un invecchiamento attivo” organizzato dalla Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta presso la sede di Regione Lombardia alla presenza del Ministro della Salute Lorenzin, dell’assessore Del Gobbo, Innovazione di Regione Lombardia, dell’assessore Gallera, Welfare di Regione Lombardia e dei massimi esperti a livello internazionale nel settore medico-scientifico e della ricerca.

E’ emerso che servono strategie innovative e condivise per le nuove sfide comuni dei diversi sistemi sanitari e più fondi per la ricerca nel settore delle neuroscienze per invecchiare meglio e progetti di innovazione che migliorino la qualità di vita delle persone che vivono più a lungo. Il Ministro della Salute ha anche evidenziato l’importanza dell’attenzione a mantenere un ottimo livello di umanizzazione nell’assistenza sanitaria, oltre a puntare su innovazione e ricerca.

“Questo evento scientifico, laterale al G7, organizzato dal nostro Ente – dice Alberto Guglielmo, Presidente della Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta – rappresenta l’inizio delle iniziative che proseguiranno per tutto il 2018, anno durante il quale celebreremo i nostri 100 anni di storia dalla nostra Fondazione. Si svolge alla presenza del Ministro della Salute Lorenzin e con i massimi esperti italiani e internazionali del settore della ricerca medico-scientifica, sotto gli auspici della Presidenza italiana del G7, con il patrocinio di OMS, Ministero della Salute, Regione Lombardia, l’European Brain Council, e intende fornire elementi e dati utili per poter individuare nuove strategie adeguate per affrontare, grazie alla ricerca e alla innovazione, una delle sfide a lungo termine più importanti per la salute che è quella di garantire un invecchiamento sano alle popolazioni. Gli esperti presenti prendono in considerazione la questione dell’HEALTHY AGEING, già discussa durante il G7 in Giappone l’anno scorso e approfondiscono il ruolo che la ricerca gioca in questo ambito presentando dati concreti di progetti di ricerca già attuati e best practices”.

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Da sin.: Luca Del Gobbo, Matilde Leonardi, Alberto Guglielmo, Giulio Gallera

“In molti progetti, quali IDAGIT, COURAGE, ATHLOS, il nostro Ente è coinvolto, con network europei ed internazionali, su patologie croniche e anche rare neurologiche – prosegue Guglielmo – Lo scopo di questo incontro è dunque supportare i Ministri della Salute dei G7 che si riuniscono a Milano, nell’individuare le sfide più importanti e le domande chiave cui rispondere e per trovare una condivisione sui diversi temi che la società internazionale sta fronteggiando”.

”Servono più investimenti per la ricerca. Avere risorse sufficienti per progetti strategici e mirati relativi all’allungamento della vita soprattutto delle persone fragili, quali anziani, disabili, pazienti con patologie rare e/o croniche è fondamentale. Come Istituto di Ricerca e Cura ci occupiamo della vasta patologia neurologica dell’età infantile e adulta, del cervello, che è uno degli organi più importanti e il declino cognitivo impatta molto a livello sociale” sottolinea la dott.ssa Matilde Leonardi, della Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta Responsabile del coordinamento scientifico di questo evento internazionale.

“Non c’è salute né miglioramento di qualità di vita senza ricerca e l’invecchiamento sano è uno di quei temi in cui ricerca e innovazione forniscono chiavi utili e necessarie per poter agire globalmente con impegni che i diversi sistemi sanitari degli Stati del G7 possono e devono condividere – prosegue Leonardi – È necessario ridefinire le sfide dell’invecchiamento attivo per trovare nuove strategie di intervento. Il nostro Ente coordina ad esempio, oltre ai progetti già citati dal nostro Presidente che riguardano l’invecchiamento, anche altri progetti quali quelli sull’Alzheimer, come il progetto territoriale Net, gestito dal nostro Direttore Scientifico Fabrizio Tagliavini, mentre il progetto europeo Pathways (PArticipation To HealthyWorkplaces And inclusive Strategies in the Work Sector) punta allo sviluppo di approcci innovativi per promuovere l’inserimento e il reinserimento lavorativo delle persone con malattie croniche e migliorare la loro occupabilità. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento del numero di persone affette da malattie croniche e mentali è indispensabile che siano elargiti fondi per progetti di ricerca strategici per le neuroscienze e che siano potenziati i network multidisciplinari”.

Giulio Gallera, Assessore al Welfare sottolinea: “La ricerca e l’innovazione hanno un ruolo assolutamente centrale perché rappresentano la base per rispondere alle necessità sempre crescenti di salute generata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall’efficacia della medicina moderna. In Lombardia abbiamo un indice di vecchiaia, cioè il rapporto tra soggetti con età maggiore di 65 anni e soggetti con età inferiore ai 15 anni, pari al 140% che salirà al 200% nel 2030. È per questo che abbiamo messo in campo una coraggiosa riforma del sistema sociosanitario lombardo che mette al centro la presa in carico del paziente cronico. Un percorso partito dalle sperimentazioni avviate negli anni scorsi col progetto CReG (Chronic Related Groups), grazie al quale Regione Lombardia è stata riconosciuta nel Dicembre 2016 dalla Commissione Europea quale ‘Reference Site 3-Stars’ Europeo sui temi dell’invecchiamento attivo e sano nell’ambito del progetto europeo (EIP-AHA). Prevenzione, diagnosi tempestiva e presa in carico proattiva del paziente sono i pilastri su cui si fonda l’invecchiamento attivo e in questo senso ricerca e innovazione giocano un ruolo di assoluto rilievo”.

Luca Del Gobbo, Assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation della Regione Lombardia “L’attività di ricerca e il mondo della salute sono legati a filo doppio. Al centro di questo legame c’è innanzitutto la persona, il miglioramento delle sue condizioni di vita, sia in termini di cure contro le patologie, sia in termini di crescita del benessere. Gli anelli di questa catena (ricerca, salute e persona) funzionano se non ci si ferma su quanto è stato acquisito, ma lo si mette continuamente in discussione per trovare risposte sempre più adeguate alle necessità che emergono. Innovare significa essere disposti ad un cambio di mentalità importante: investire in ricerca e innovazione è un fatto prima di tutto culturale. Regione Lombardia ha da tempo intrapreso questa sfida. Siamo la prima Regione italiana per investimenti in ricerca e innovazione pari al 2,4% del PIL, con 7,2 miliardi stanziati dalle imprese e 1,4 miliardi da istituzioni pubbliche, Università e organismi no profit. In questa direzione procede senza sosta l’importante lavoro dell’IRCCS Carlo Besta, eccellenza a livello internazionale”.

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1 Risposta

  1. floriana de michele scrive:

    Buongiorno, trovo molto interessante questa rivista ed anche questo argomento è assai attuale

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