Fsi-Usae, firmata con riserva l’ipotesi di contratto della Sanità. Confermato lo sciopero del 12 marzo

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Roma, 26 febbraio – Dopo una trattativa serrata di oltre 24 ore sono stati sciolti i nodi sulla parte normativa in cui è stato confermato l’impianto dell’orario di lavoro in cui sono state rigettate tutte le richieste di deroghe della parte pubblica. Accolte invece le richieste FSI-USAE relativamente alla rivalutazione del fondo delle indennità, alla parte relativa agli incarichi e alle innovazioni professionali e organizzative, ma anche relativamente alla rivisitazione dell’impianto classificatorio in cui è stata recepita l’area socio sanitaria e l’inserimento delle nuove professioni, in primis l’Operatore Socio Sanitario per cui si è provveduto anche garantire l’accesso alle relative indennità.

“E’ stata recepita la valorizzazione delle competenze per dare la giusta soddisfazione a quei professionisti della sanità che hanno investito il proprio tempo, e in molti casi il proprio denaro, per acquisire formazione supplementare e nuove competenze. Chi ha delle competenze sarà valorizzato nel nuovo impianto contrattuale. Ma siamo anche soddisfatti per la regolamentazione dei tempi di vestizione”, ha dichiarato il Segretario Generale, Adamo Bonazzi, che ha continuato: “Magre invece le soddisfazioni dal punto di vista degli aumenti stipendiali, anche se siamo riusciti a fare un poca di perequazione; l’impianto contrattuale infatti è viziato a causa dell’accordo del 30 novembre 2016, fra la Ministra Madia e Cgil-Cisl-Uil, che ha fissa a priori gli aumenti a regime in 85 euro medi pro-capite. Un accordo che FSI-USAE non ha condiviso anche perché non ha previsto alcun aumento per il periodo 2013-2015 e che ha tradito gli impegni precedentemente assunti con i protocolli del 2009”.

Con margini di azione così stretti le organizzazioni sindacali sedute al tavolo non hanno potuto fare molto, dopo quasi dieci anni dalla sottoscrizione dell’ultimo CCNL, l’accordo ha reso inutili le legittime azioni di protesta che FSI-USAE ha attuato il 12 maggio 2017 con lo sciopero e le manifestazioni davanti a tutte le prefetture per rivendicare con forza il diritto dei lavoratori alla giusta retribuzione e ad aumenti adeguati.

Insomma, un accordo che ha creato una vera e propria ingiustizia per il personale del SSN. Nel medesimo periodo infatti, i contratti di lavoro del settore privato sono già stati rinnovati per i trienni 2010-2012 e 2013-2015 e 2016-2018 con degli aumenti che si aggirano rispettivamente sui 100 € prima, sui 130 € e sui 90 € poi.

Per questi motivi FSI-USAE ha sottoscritto l’ipotesi con riserva, resta quindi confermato – in attesa dell’esito delle assemblee che saranno fatte in tutti i territori – lo sciopero proclamato per il 12 marzo p.v.

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