“Fiume in rosa” apre la Settimana della salute della donna: sport e medicina contro il tumore

Como, 22 aprile 2026 – Sabato scorso il lago di Pusiano ha fatto da cornice a “Fiume in rosa 2026”, il primo evento italiano a dare il via alle celebrazioni della “Giornata nazionale della salute della donna”; l’importanza di questa iniziativa, giunta alla sua XI edizione, è testimoniata dai tanti progetti che si terranno lungo la penisola per tutta la settimana a ricordare il valore di: prevenzione, diagnosi precoce e medicina di genere.

Il Centro Remiero lago di Pusiano è un bacino di fama internazionale per il canottaggio. L’assenza dimoto ondoso, data della superficie di questo specchio d’acqua consente una resa ottimale per le preparazioni di atleti agonistici.

Una delle mete più ambite per gli sportivi di tutto il mondo che da qualche anno con la collaborazione di Fabrizio Quaglino, presidente del Centro e vice presidente della Federazione Italiana canottaggio ha avviato con Erone onlus il progetto: Sport e terapia integrata; il primo in Italia a pensare al canottaggio come medicina integrata.

La fase pilota che ha coinvolto 18 iscritti sotto la supervisione di Alberto Laffranchi, responsabile medico del progetto e membro dell’associazione, ha permesso di comprendere l’importanza di un intervento multidisciplinare che oltre alla presenza degli Istruttori specifici di canottaggio, potesse contare su un’equipe specifica multidisciplinare: medici esperti in oncologia e nella medicina integrata, fisiatri, fisioterapisti, osteopati, nutrizionisti e psicologi. Da allora le adesioni sono cresciute a riprova del bisogno da parte della cittadinanza verso questi temi.

Dott. Alberto Vannelli

L’attività sportiva in generale e il canottaggio in particolare agiscono sia come forma di prevenzione primaria: eliminando fattori di rischio; sia come prevenzione terziaria: riducendo complicanze, recidive e disabilità. Il movimento ritmico della pagaiata, coinvolgendo la parte superiore del corpo, offre maggiori benefici alle donne che affrontano i postumi dell’intervento chirurgico alla mammella.

L’inattività è al quarto posto tra i fattori di rischio di mortalità a livello globale e l’attività fisica regolare come dimostrano i dati pubblicati da ROPI (Rete Oncologica Pazienti Italia), è una potente terapia di supporto, capace di ridurre la fatigue (stanchezza cronica) e migliorare la qualità della vita, riducendo: solitudine, ansia, depressione, stress, sostenendo l’autostima e l’immagine corporea.

La rivista: I Numeri del Cancro in Italia 2025, riporta che i cittadini con una diagnosi di tumore sono circa 3,6 milioni, di cui quasi 2 milioni tra le donne; un vero e proprio esercito se pensiamo che ogni anno gli italiani che si confrontano con questa diagnosi sono oltre 390.000 di cui circa 176.000 donne. I tumori più frequenti nelle donne: mammella, colon-retto e polmone.

A rassicurarci sono i dati di sopravvivenza: in aumento costante negli ultimi anni. I dati di attività fisica offrono una riduzione del 30-40% del rischio oncologico per: colon-retto e mammella; ci sono evidenze anche per endometrio (circa 20-40%), prostata e polmone di circa 20%, pur senza annullare l’effetto del fumo. Nel carcinoma mammario, l’attività fisica regolare, migliora la tollerabilità dei trattamenti e, dopo la diagnosi, è associata a riduzione della mortalità complessiva già con 150 minuti/settimana di attività moderata.

Come ha ricordato il Consigliere Regionale Anna Dotti: Regione Lombardia promuove da sempre lo sport come strumento di inclusione sociale e benessere psicofisico, collaborando per integrare l’attività fisica nei percorsi di cura oncologica.Nel 2026 è stata lanciata la Rete Regionale di Medicina e Patologia dello Sport, un modello sperimentale per garantire percorsi sanitari strutturati e multidisciplinari, superando la frammentazione nelle cure. Tra le iniziative specifiche per i pazienti oncologici, il progetto: Sport Terapia Integrata è un esempio. Creare una coscienza oncologia in rosa è anche questo.

Dott. Alberto Vannelli
Presidente Erone onlus
ASST Lariana ospedale Sant’Anna Como

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