Fistole anali, una soluzione è possibile

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Agli Istituti Clinici Zucchi, l’équipe diretta dal prof. Gabrielli guida uno studio multicentrico nazionale dedicato ai pazienti affetti da fistole perianali

chirurghi-medici-ospedaleMonza, 25 febbraio 2016 – Un argomento spinoso e che si tende a non trattare per imbarazzo e pudore: le fistole anali rappresentano in realtà un problema molto diffuso e che può insorgere ad ogni età, spesso senza particolari fattori predisponenti.

Le fistole perianali sono piccoli “tunnel” che mettono in comunicazione la cute intorno all’ano con l’interno del canale anale. In genere sono precedute da un vero e proprio ascesso il cui esito è appunto l’apertura all’esterno. Nel giro di ore o giorni si forma una zona arrossata, dura e molto dolente – l’ascesso – accompagnata quasi sempre da febbre alta.

Le fistole, in genere, non regrediscono spontaneamente e devono essere sottoposte al proctologo per il trattamento chirurgico. La procedura chirurgica per eliminare la fistola è particolarmente delicata e deve essere personalizzata per ciascun paziente, considerandone l’anatomia specifica e la posizione e lo sviluppo dell’infezione, mirata, per quanto possibile, a non intaccare le strutture degli sfinteri e a non compromettere la continenza fecale.

“Il nostro lavoro dell’ultimo decennio si è concentrato nella ricerca di nuove soluzioni terapeutiche per i pazienti con fistole anali complesse che riducessero drasticamente il rischio di complicanze post chirurgiche e di recidive, che intaccano considerevolmente la qualità della vita” – spiega il prof. Francesco Gabrielli, responsabile dell’unità Operativa Universitaria di Chirurgia Generale degli Istituti Clinici Zucchi.

“I progressi in questo ambito sono incredibilmente promettenti – continua il prof. Gabrielli – e si concentrano sull’utilizzo di due approcci: l’applicazione di cellule staminali per la rigenerazione dei tessuti e la chiusura della fistola con una sorta di ‘sigillo’ di biomateriale. Questo secondo approccio è quello che stiamo utilizzando all’interno di uno studio nazionale multicentrico che coordino: una colla biologica viene introdotta nella fistola e favorisce la generazione da parte del paziente di un tessuto cicatriziale che la chiude. Si evita così l’azione chirurgica con il conseguente indebolimento degli sfinteri. Stiamo raggiungendo una percentuale di guarigione senza recidive che tocca il 70%: una vera rivoluzione in uno dei campi più difficili della colonproctologia”.

Questo nuovo tipo di trattamento attuato presso gli Istituti Clinici Zucchi è disponibile nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale per tutti i pazienti con una fistola primaria, che non sia cioè causata da una malattia infiammatoria cronica dell’intestino come la colite ulcerosa o la malattia di Crohn.

fonte: ufficio stampa

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2 Risposte

  1. Avatar Francesco Angius ha detto:

    Salve, vi dico subito che sono un politico “osservatore” e laureato in chimica. Ma ditemi , per essere operati da voi senza spendere le sempre necessarie 5000 euro in voga nell’attuale splendido panorama chirurgico , bisognerebbe essere la monaca di monza in persona? Oppure potereste operare anche persone di altre regioni italiane? Scusate lo humor , ma è sempre meglio della rabbia furibonda che ho , contro il sistema , che non consente al populusque vulgaris , di asservirsi nè delle lame trefine e nè del laser e nemmeno degli elettrobisturi , làddove possano essere usati , almeno per le sacrococcigee, e nè dei nuovi sistemi “umani” x la risoluzione della fistola, almeno in italia ed in qualche oscuro recondito dei deserti australiani. Ovvio , naturalmente , che alla fine , il povero paziente non estremamente facoltoso, sballottato dalle lobbies dei costosissimi privati e degli ospedali timorati di nostro signore ( a 300 euro in intramenia), preferiscono fare un currettage ogni tre mesi e tenersi la fistola , per non soffrire le medievali torture della omniapervadente tecnica a piatto!!! Il piatto glielo servirei io al sistema , bello avvelenato e poi glielo spaccherei in testa bene e con i cocci lo opererei alle carotidi. Nera vergogna e buona giornata a voi che ridete e ve ne fregate alla grande!!! COMPLIMENTI!!!

    • Avatar Giuseppe ha detto:

      Ciao. Ho una fistola e vorrei farmi operare dal dottor Meinero, ma non so il costo perché non lo dicono per telefono. Sono un operaio e prima di perdere i soldi del viaggio e della visita vorrei almeno sapere se è alla mia portata… tu sai dirmi il costo?

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