Femminicidio, ogni anno muoiono 130 donne. Denunciare ai primi segnali

Cresce la violenza sulle donne in Italia e, secondo Eures, 3 volte su 4 le violenze avvengono nel nucleo familiare da parte di mariti, compagni o parenti. Ancora femminicidi nelle ultime settimane e negli ultimi giorni. L’avvocato Elisa Anania evidenzia l’urgenza di affrontare la problematica in modo deciso da parte sia delle istituzioni che delle vittime di violenze. È di vitale importanza quindi denunciare alle forze dell’ordine e rivolgersi ai centri di assistenza

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Roma, 5 settembre 2018 – Sono più di 130 le morti a causa delle violenze sulle donne ogni anno in Italia, come dai dati dell’ultimo rapporto del Ministero dell’Interno. I femminicidi si consumano ogni anno, soprattutto all’interno delle famiglie da parte del marito, del compagno o di altri componenti del nucleo familiare.

Come da dati Eures, in 3 casi si 4 le violenze avvengono fra le mura domestiche. I dati che analizzano la sicurezza nel Paese dal primo di agosto del 2017 e il 31 luglio del 2018, mostrano un trend decrescente delle denunce di stalking negli ultimi anni.

Se da un lato il numero delle violenze è sempre alto, è preoccupante dall’altro lato il fatto che le donne in molti casi non denuncino l’accaduto perché sembrerebbe percepito come atto che non porta a conseguenze concrete e immediate.

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Avv. Elisa Anania

L’avv. Elisa Anania evidenzia il dramma e l’urgenza d’intervento:“Il primo passo fondamentale in questi casi è comprendere che non si è soli, in quanto si trova un aiuto concreto e immediato presso i centri antiviolenza presenti in tutto il Paese. È importante condividere il problema con una persona di fiducia, per confrontarsi e per avere un sostegno, non accumulando paure e disagio psicologico. Seppur può apparire difficile o non risolutivo, è fondamentale avere il coraggio di rompere il silenzio della vergogna e denunziare il fatto all’autorità. Solo in questo modo le autorità entreranno a conoscenza della situazione in modo da avviare le indagini per ottenere un provvedimento del giudice”.

“Dietro ai numeri apparentemente in calo relativi alle denunce di stalking, c’è un mondo ampio e sommerso di donne vittime di violenza, restando nell’anonimato. Bisogna dare voce alle donne che continuano a sopportare i soprusi e a non denunciare, per sradicare questo forte fenomeno culturale”, conclude l’avv. Anania.

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