Fase 2 Covid-19, studi medici presi d’assalto in spregio alle norme. OMCeO Udine: “Rischio nuove infezioni”

Udine, 5 maggio 2020 – “Se si va avanti così, fra dieci giorni precipiteremo nuovamente nel pieno dell’emergenza sanitaria”. A lanciare l’allarme è l’Ordine dei Medici di Udine in occasione della riunione dell’ufficio di Presidenza durante la quale si è analizzato l’andamento preoccupante del primo giorno della Fase 2 che delinea scenari cupi per la tenuta del sistema sanitario.

Gli studi dei medici di Medicina generale sono stati letteralmente presi d’assalto, per non parlare degli assembramenti (vietati) nelle strade e nelle piazze del Friuli e dei gruppi di amici che hanno affollato Udine, in spregio alle norme.

“Le persone hanno erroneamente pensato che dal 4 maggio potessero riprendere la vita di prima, e si è visto proprio negli studi medici dove si sono presentati pazienti che non hanno tenuto conto delle regole che continuano a restare valide anche nella Fase 2”, dichiarano con fermezza il Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine Maurizio Rocco e il vicepresidente Gian Luigi Tiberio.

Il che significa: non si può andare dal medico di base senza appuntamento e senza preventivo triage telefonico onde evitare di far giungere presso l’ambulatorio pazienti a rischio di infezione da SARS-COV-2. Ogni accesso in ambulatorio deve essere concordato previa telefonata con il medico curante da cui ci si presenta solo con appuntamento e solo in caso di necessità. Vale sempre la regola del divieto di uscire dalla propria abitazione quando si hanno sintomi influenzali o simil-influenzali.

“Purtroppo abbiamo visto nella prima giornata di Fase 2 anche persone che si sono recate negli ambulatori dei medici di famiglia – raccontano i diretti interessati – con febbre e altre sintomatologie correlate, esponendo i medici e i loro assistiti, oltre che i cittadini, a rischi enormi e incalcolabili”.

L’Ordine dei Medici ribadisce che le norme non sono cambiate, che la Fase 2 non è affatto sinonimo di fuori tutti. Oltre all’obbligo del mantenimento del distanziamento sociale e al divieto di assembramento è ancora vietato uscire da casa in presenza di alterazione febbrile, tosse, mal di gola e manifestazioni associate. In questi casi è proibito andare dal proprio medico come pure è proibito presentarsi in Pronto soccorso, bisogna prima telefonare e seguire le istruzioni che vengono fornite. “La gente non ha capito che non osservando scrupolosamente le regole indicate si sta rischiando la salute propria, quella degli altri e la tenuta del sistema sanitario”.

Il messaggio è esplicito: “Chi non rispetta le regole, non rispetta la vita propria, quella del prossimo e quella del personale sanitario”. Quale scenario dobbiamo attenderci se prevale il concetto del “liberi tutti”? Se non ci rendiamo conto che i processi biologici non finiscono da un giorno all’altro ma sono processi che si esauriscono progressivamente nel tempo e che possono in ogni momento riprendere vigore? “Nell’arco di dieci, quindici giorni (il periodo di incubazione), se non si osservano le regole, riesploderà l’emergenza a causa dei cattivi comportamenti di alcune persone”.

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