Epatite, MSF: “Troppi pazienti non hanno accesso alle cure a causa dei prezzi elevati”

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Roma, 28 luglio 2018 – In occasione della Giornata Mondiale contro le Epatiti, Medici Senza Frontiere (MSF) ricorda che in tutto il mondo circa 71 milioni di persone sono affette da Epatite C cronica, il 72% delle quali vive in Paesi a basso e medio reddito. Se non trattata, può portare a cirrosi epatica e cancro al fegato e si stima che ogni anno uccida più di 700.000 persone.

Le aziende farmaceutiche impongono prezzi fuori dalla portata per molte persone e anche per tanti governi che lottano per fornire i trattamenti nel settore pubblico. Un caso emblematico è quello dell’Ucraina, dove MSF, da dicembre 2017, assiste circa 1.000 pazienti affetti da Epatite C nella regione di Mykolaiv nel sud del Paese, in collaborazione con il Ministero della Salute. Nonostante l’epatite sia curabile, circa il 5% della popolazione in Ucraina convive ancora con questa malattia a causa della non accessibilità a farmaci e test diagnostici.

Il farmaco Sofosbuvir è alla base della maggior parte delle combinazioni di trattamenti per l’Epatite C, uno tra i vari antivirali orali ad azione diretta entrati nel mercato negli ultimi quattro anni, che hanno causato un’impennata nei costi delle cure.

“Il prezzo del Sofosbuvir è ancora fuori dalla portata di milioni di persone che ne hanno bisogno, e in molte parti del mondo il trattamento viene razionato o semplicemente non è disponibile. Un farmaco che cura non è di nessun aiuto se le persone che ne hanno bisogno non possono permetterselo. Per questo dovrebbe essere reso disponibile per chi ne ha più bisogno e le versioni generiche dei farmaci per l’Epatite C dovrebbero essere urgentemente registrate in Ucraina” dichiara Silvia Mancini, esperta di salute pubblica per MSF.

L’anno scorso, in un’azione congiunta a livello europeo, MSF, Médecins du Monde (MdM) e altre organizzazioni della società civile da 17 diversi paesi hanno simultaneamente depositato opposizioni al brevetto contro il monopolio della casa farmaceutica Gilead sul Sofosbuvir nel tentativo di rimuovere le barriere che impediscono a milioni di persone di ricevere il trattamento. È attesa per metà settembre la sentenza dell’Ufficio europeo dei brevetti di Monaco.

Nei suoi progetti, MSF utilizza i farmaci Daclatasvir e Sofosbuvir che hanno effetti collaterali limitati e possono curare i pazienti in meno di 12 settimane. I pazienti ricevono anche sostegno psicologico ed educazione sanitaria sull’Epatite C per promuovere un comportamento sano e migliorare l’aderenza al trattamento, combattendo allo stesso tempo lo stigma e la discriminazione.

MSF tratta persone affette da Epatite C in 11 Paesi. Nel 2017 ha fornito cure a 5.900 pazienti.

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