Emergenza sanitaria, Radiologi SNR: “Forte inadeguatezza di un sistema che avrebbe dovuto fornire linee guida univoche”

Roma, 3 aprile 2020 – La Segreteria Nazionale del Sindacato Nazionale Area Radiologica SNR è vicina a tutti i colleghi dell’Area Radiologica impegnati in questi giorni su tutto il territorio nazionale nell’opera di lotta al coronavirus. Medici, tecnici, infermieri e fisici medici si sono prodigati e in non pochi casi infettati per curare la popolazione, sopperendo fino ad oggi alle diffuse carenze organizzative e di presidi  più volte denunciate pubblicamente in ogni sede.

I dispositivi di protezione individuale spesso inadeguati, sono stati messi a disposizione il più delle volte in modo supponente se non arrogante.

Nella catena di comando è purtroppo mancata la necessaria collaborazione con chi lavora sul campo, sostituita da modalità inutilmente dirigistiche e non idonee a sopperire alle carenze che sarebbero state comprensibili se non imposte e nascoste.

I radiologi, insieme a igienisti, laboratoristi, psicologi e farmacisti FASSID uniti dal comune ruolo di elementi portanti della struttura aziendale, sono stati lasciati in sofferenza incompresa. E, aldilà della quotidiana battaglia, anche in giorni così tragici non è mancato chi ha ritenuto di proporre improbabili e non certificati rimedi fantaintelligenti e pseudo avveniristici, chi ha fatto le ennesime affannose ricerche di apparenza mediatica più che di sostanza, chi ha cercato per l’ennesima volta spregevoli vantaggi mercantili suggerendo la caccia all’errore.

A questo proposito la ferma posizione di condanna pervenuta dall’Ordine Nazionale Forense sulle azioni giudiziarie contro i medici fa sorgere fondate speranze sulla capacità dimostrata in tempi bui dal nostro Paese di saper trovare la strada corretta rispetto ad andamenti ingiusti.In questo senso SNR auspica che l’iter veloce dell’emendamento sulla depenalizzazione sia rivolto a sanare la piaga tutta italiana dello sfruttamento dell’errore medico non doloso, sperando che la norma non serva a coprire peraltro e invece i comportamenti inidonei di chi non ha ben osservato i doveri di dirigente.

Non essendo questo il momento di entrare nel merito distraendosi dall’unico impegno che è quello della lotta al virus e del sostegno alle persone ammalate e alle loro famiglie, auspichiamo che il sacrificio e l’abnegazione di questi giorni possano essere utili per un ripensamento complessivo dell’organizzazione sanitaria a partire dal titolo V e dal rispetto dei ruoli nel giorno della ricostruzione.

La frammentazione nei 21 sistemi con 21 orientamenti politici diversi ha dimostrato tutta la sua dannosità, così come si è avvertita forte la inadeguatezza di un sistema centrale che avrebbe dovuto fornire indicazioni e linee guida univoche. Che invece sono tutt’oggi oggetto di procedure sporadiche di tipo aziendale o solo in pochissimi casi regionale. Andrà valutato se anche questo non sia fra le concause della differente diffusione epidemica.

In Regione Lombardia, nonostante si sia più volte richiesto di attivare tutte le norme a protezione degli operatori sanitari, molte Aziende anche nei lavoratori con febbre non proseguono nel percorso di controllo e non seguono le direttive del Ministero e dell’ISS sottoponendoli ai tamponi, insieme ai loro contatti.

L’unico provvedimento è il confinamento presso la propria abitazione. Stiamo diffidando e siamo pronti ad assumere le successive necessarie azioni perché siano attivate tutte le misure atte a difendere i lavoratori della sanità e conseguentemente i pazienti e la popolazione.

I dirigenti medici e sanitari del Sindacato che hanno ruoli istituzionali ancora riconosciuti in un paese democratico sono a disposizione per condividere le soluzioni migliori nell’interesse dei pazienti. Non ascoltarli non è indice di efficienza, ma di inutile arroganza inidonea a migliorare l’efficacia della lotta al virus.

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