Emergenza in Guatemala, frane di acqua e cenere mettono a rischio le vittime dell’eruzione

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Dalle prime ore dell’emergenza, un team di Azione contro la Fame sta valutando le necessità più immediate tra le persone colpite: fornitura di acqua pulita, servizi igienico-sanitari e kit per l’igiene. Lahar – flussi d’acqua, ceneri e rifiuti tossici provenienti dal vulcano – minacciano le popolazioni sfollate, a causa del rischio di straripamento dei fiumi e delle conseguenti inondazioni, e l’accesso agli aiuti. Il governo guatemalteco ha chiesto aiuti umanitari internazionali. L’entità del disastro sta superando le risorse del Paese

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Milano, 8 giugno 2018 – Continua il lavoro di salvataggio tra le vittime dell’eruzione del Volcán de Fuego a Escuintla, in Guatemala. La stagione delle piogge minaccia gli sfollati negli alloggi predisposti dal governo, dove la loro permanenza potrebbe prolungarsi nel tempo.

“Alcuni rifugi potrebbero rimanere operativi per più di quattro mesi”, dice Ada Gaytán, Coordinatrice della riduzione del rischio di catastrofi naturali di Azione contro la Fame in Guatemala.

“Non ci sono abbastanza servizi igienici e docce portatili, né secchi per la spazzatura”, dice Gaytán. Se viene confermata l’evacuazione di tutte le comunità a rischio, sarà necessario creare rifugi con una capacità sufficiente. Dopo una prima valutazione, i team di Azione contro la Fame hanno identificato la necessità di sostenere i sistemi idrici e igienico-sanitari nei campi temporanei, come docce e latrine.

Il comportamento imprevedibile del vulcano ostacola l’accesso agli aiuti
Le équipe umanitarie sono state costrette ad evacuare le zone più vicine al vulcano a causa delle ripetute esplosioni. “La situazione era piuttosto caotica in buona parte del Dipartimento di Escuintla, quello più colpito dal disastro”, afferma Miguel Ángel García, Direttore Paese di Azione contro la Fame in America Centrale – Guatemala e Nicaragua.

Gas tossici e flussi di materiali piroclastici impediscono l’accesso agli aiuti umanitari. “I lahar, frane di materiali mescolati ad acqua piovana, possono addirittura causare lo straripamento dei fiumi e causare allagamenti, arrecando danni anche a comunità più lontane dal vulcano. Non siamo ancora riusciti ad accedere ad alcune delle comunità che sono state sepolte dall’eruzione”, spiega García.

Il disastro ha superato le capacità di risposta del paese
Il governo guatemalteco ha chiesto aiuti umanitari internazionali, poiché l’entità del disastro sta superando le risorse del Paese. “Le comunità sul pendio del vulcano sono completamente sepolte. Sarà molto difficile trovare le persone scomparse, circa 2.000” sottolinea García.

Azione contro la Fame sta lavorando per continuare a raccogliere informazioni, organizzare gli aiuti umanitarie spostarsi verso i punti più vicini all’epicentro dell’eruzione. “Stiamo schierando esperti del team locale e del nostro pool di pronto intervento per avviare la fornitura d’emergenza di acqua potabile già nelle prossime ore”, conclude García.

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