Emergenza Covid-19, ‘Percorso Rosa’ per gravidanze in sicurezza all’ospedale San Camillo di Roma

Roma, 2 aprile 2020 – Diventare mamma in sicurezza ai tempi del Covid è possibile. Parola di Maria Giovanna Salerno, primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Camillo di Roma, che ha raccontato quali sono le misure prese dalla struttura per proteggere le nascite e perché è importante evitare di restare a casa “sottovalutando sintomi che possono essere peggiorativi nella gravidanza”.

Da quando è iniziata l’emergenza, il San Camillo ha istituito un “Percorso Rosa” per garantire alle neo mamme una via di accesso completamente differenziata da quella percorsa dai pazienti Covid.

“L’ingresso è in via Ramazzini, dove una segnaletica rosa segnala il padiglione della Maternità, che è poco distante – ha spiegato Salerno – Le pazienti che devono effettuare prestazioni ambulatoriali possono farle in sicurezza perché sono separate da quelle di Pronto soccorso. Le pazienti che invece arrivano al Pronto soccorso hanno accesso attraverso un pre-triage dove viene chiesto loro di non avere febbre e di non essere entrate in contatto con il virus. Quindi viene fornita loro una mascherina ed entrano nel triage dove i medici decidono se ricoverarle o farle tornare a casa. Il travaglio e il parto avvengono in stanze singole, dove è consentita la presenza del papà. Anche la degenza è in stanze singole, e l’ingresso nel reparto è consentito a una sola persona per turno di visita”.

Finora “c’è stato solo un caso sospetto di coronavirus – ha raccontato ancora Salerno – ma la mamma in questione ha effettuato il tampone che si è poi rivelato negativo”.

Nelle donne la paura di essere contagiate è forte. “Purtroppo l’ospedale viene visto come possibilità di contagio – ha sottolineato Salerno – ma il nostro è un ospedale ‘No-Covid’ e mi sento di rassicurare tutte le neo mamme in questo senso. Qui vengono usate tutte le precauzioni possibili”.

Nell’ultimo mese c’è stato un calo di accessi? “Sì, prevalentemente nei reparti di patologia ostetrica. Inoltre abbiamo avuto tante donne arrivate con travaglio già avanzato, cosa che evidenzia come si aspetti fino all’ultimo prima di venire in ospedale. Mi sento quindi di fare un appello: le pazienti devono essere curate, stare a casa sottovalutando un sintomo può essere un fatto peggiorativo nella gravidanza – ha concluso Salerno – Al San Camillo siamo attrezzati per poter seguire tutte le donne nella maniera più sicura possibile”.

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