Ematologia bolognese all’avanguardia: il futuro delle CAR-T in un nuovo capitolo di ricerca

Bologna, 12 maggio 2025 – L’Ematologia bolognese, eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale per la cura dei tumori del sangue, riconferma la sua vena pionieristica. L’Istituto del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS intitolato a “Lorenzo e Ariosto Seràgnoli” abbraccia la grande eredità dell’eminente ematologo Sante Tura, proseguendo il cammino da lui tracciato, come generatore di ricerca clinica e somministrazione di terapia cellulare CAR-T, la frontiera più innovativa e promettente nella lotta ai tumori del sangue, che oggi registra un aumento della sopravvivenza per alcuni tipi di tumori ematologici che prima potevano contare su poche opzioni terapeutiche. Un numero sempre maggiore di pazienti è candidabile alle terapie cellulari, i risultati sono promettenti e le prospettive assai confortanti.

“Il meglio però deve ancora arrivare”, hanno sottolineato gli importanti specialisti dell’Oncoematologia bolognese riuniti per un confronto promosso da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma da sempre impegnata a supportare la ricerca scientifica.

L’evento “CAR-T Cells, risultati e prospettive nei tumori del sangue” precede l’apertura dell’Hematology Summit (13-15 maggio), prestigioso meeting internazionale in Ematologia con il patrocinio della SIE – Società Italiana di Ematologia e con la presenza di oltre sessanta tra i maggiori esperti delle diverse patologie oncoematologiche provenienti da tutto il mondo. Il convegno, oltre a sottolineare la grande storia dell’Ematologia bolognese e la sua attenzione all’innovazione, rappresenterà una importante occasione per arricchire il panorama accademico e culturale dell’Ematologia italiana.

L’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli” IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna è capofila nell’utilizzo delle terapie CAR-T in Italia con 240 pazienti trattati (190 linfomi, 46 mielomi e 4 leucemie acute linfoblastiche), e con più di 240 trial clinici, di cui un terzo sui linfomi, con farmaci sperimentali di fase 1, fase 2 e fase 3.

“Quando siamo partiti, più di cinque anni fa i Centri CAR-T autorizzati alla somministrazione di queste terapie cellulari erano non più di 5-6, ad oggi sono oltre 40 i Centri etichettati come Centri CAR-T – ha dichiarato Pier Luigi Zinzani, Professore di Ematologia Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Direttore Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli”, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e Presidente SIE – Società Italiana di Ematologia – noi siamo stati capofila nell’utilizzo delle CAR-T. Oltre il 40% dei pazienti che vediamo proviene da fuori regione e questo perché da molti anni siamo il Centro in Italia con il maggior numero di trial clinici di farmaci sperimentali di fase 1, 2 e 3, per cui diamo la possibilità, soprattutto a quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali, di poter essere trattati con farmaci innovativi sperimentali. L’Ematologia bolognese è cresciuta nel tempo in maniera esponenziale nell’ambito della ricerca clinici innovativa, assistenziale e anche nella ricerca pura, ma questo è dovuto al lavoro del prof. Sante Tura che, insieme al prof. Franco Mandelli, rappresentano gli indiscussi padri fondatori della moderna Ematologia italiana. Due personaggi a tutto spessore, due grandi profili di medico, due visionari che erano già nel futuro quando gli altri erano ancora nel presente. Ho ritenuto giusto e doveroso dedicare alla memoria del Professor Sante Tura l’Hematology Summit, per ricordare la sua mitica figura, il segno che ha lasciato, la sua forza, la sua visione lungimirante”.

In questi ultimi cinque anni si è allungato l’elenco delle CAR-T che hanno l’indicazione all’utilizzo in alcuni tumori del sangue: ad oggi, sono più di 11 e stanno partendo studi di fase 1 per la seconda generazione di CAR-T autologhe, quelle che vengono prodotte con i linfociti T del paziente stesso, ma sono in corso anche diversi studi per la produzione di CAR-T allogeniche, prodotte da donatori sani o da cellule staminali pluripotenti.

Ancora molto resta da fare: allargare le indicazioni, anticipare l’utilizzo nelle prime linee, diminuire la tossicità, accorciare i tempi di produzione e di ricovero, aumentare la potenza e la durata a dosi più basse, ridurre i costi di produzione e di manifacturing.

In questo complesso e avvincente scenario si inserisce il progetto del Policlinico IRCCS Sant’Orsola di realizzare una ‘cell factory’, la prima in Emilia Romagna, per la produzione di CAR-T accademiche, ovvero prodotte in ambito ospedaliero/universitario a scopo no profit e all’interno di studi clinici.

“La cell factory è nella fase finale della sua realizzazione ed è sostenuta dalla ricerca traslazionale clinica e preclinica di nuovi costrutti – ha raccontato Francesca Bonifazi, Direttore dell’Unità Complessa di Trapianto e Terapie Cellulari, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – l’IRCCS Sant’Orsola ha investito molto per realizzare questo progetto iniziato nel 2022 con una Piattaforma di ricerca denominata Laboratorio di immunobiologia dei trapianti e delle terapie cellulari (IBT); il nostro obiettivo è quello di produrre CAR-T accademiche nuove e di trovare nuove indicazioni, possibilmente più efficaci e che possano essere utilizzate anche per malattie del sangue che non sono attrattive per le company farmaceutiche. Importante la collaborazione in atto con il prof. Franco Locatelli del Bambino Gesù di Roma per la ricerca sui prodotti CAR-T, con cui lavoreremo appena pronti alla condivisone di alcuni studi con CAR-T accademiche”.

Il Policlinico di Sant’Orsola è diventato IRCCS nel 2020 a seguito del riconoscimento ottenuto negli ambiti dell’assistenza e della ricerca nei trapianti e nel paziente critico così come per la gestione medica e chirurgica integrata delle patologie oncologiche. In questi ultimi anni l’attività di ricerca scientifica è stata ampiamente potenziata grazie anche alla maggiore capacità di attrarre finanziamenti. Nel 2023 i fondi destinati alla ricerca scientifica hanno sfiorato quota 30 milioni di euro, il 63% in più del 2022 e più del triplo rispetto al 2021.

“Il bilancio non può che essere estremamente positivo con un ulteriore punto di svolta per un’eccellenza già riconosciuta tra le migliori a livello nazionale e internazionale, in particolare per lo sviluppo di settori pionieristici come le CAR-T – ha dichiarato Chiara Gibertoni, Direttore Generale IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – Policlinico di Sant’Orsola di Bologna – le sinergie si sono sviluppate principalmente in due direzioni: la partecipazione a reti di ricerca europee e la collaborazione con altri IRCCS e università italiane. A livello europeo, siamo attivamente coinvolti in programmi come Horizon Europe e EU4Health, che ci permettono di lavorare su progetti innovativi in ambito sanitario e tecnologico. Inoltre, siamo parte delle European Reference Networks (ERN), che ci consentono di condividere conoscenze e competenze su malattie rare e complesse. È indispensabile garantire l’innovazione all’interno delle strutture pubbliche, perché la medicina senza innovazione e senza ricerca non può tenere il passo e fornire un’assistenza adeguata ai bisogni dei cittadini. Dobbiamo essere in grado di percorrere con convinzione le nuove strade della medicina. Le terapie cellulari avanzate, in questo senso, sono un esempio perfetto”.

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