Ebola in Kasaï/RDC: MSF interviene in risposta al virus
Roma, 11 settembre 2025 – Medici Senza Frontiere (MSF) sta intervenendo in risposta ai nuovi casi di Ebola, del ceppo Zaire, registrati nella provincia del Kasaï, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Al 9 settembre, le autorità sanitarie hanno registrato nel distretto sanitario di Bulape, a Mweka, nella provincia del Kasaï, oltre 20 casi confermati e 16 decessi, tra cui diversi operatori sanitari. Si tratta della 16° epidemia di Ebola in RDC dal 1976, anno in cui il virus è stato identificato per la prima volta nel paese.
MSF ha subito mobilitato i propri team in supporto al ministero della salute congolese e in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per rispondere a questa emergenza che richiede un’attenta analisi e una risposta immediata.
Il Kasaï è una provincia remota del Congo, situata nella zona centro-meridionale, difficile da raggiungere a causa delle pessime condizioni delle strade, dell’assenza di un aeroporto per voli cargo e della limitata disponibilità di elettricità – fattori che complicano notevolmente la risposta all’emergenza.
“Le nostre équipe si sono impegnate fin da subito nel supporto all’ospedale generale di Bulape – spiega Brice de le Vingne, coordinatore delle emergenze per MSF – Abbiamo contribuito a rafforzare i protocolli di triage, fornito medicinali essenziali e dispositivi di protezione individuale, oltre ad organizzare formazioni su prevenzione e controllo delle infezioni e sulla cura dei sintomi”.
All’interno del complesso ospedaliero di Bulape, MSF e OMS hanno allestito un centro di trattamento Ebola (ETC), che dal 9 settembre ha iniziato ad accogliere i primi pazienti. Il ministero della salute, l’OMS e MSF forniscono in modo congiunto cure mediche.
Inoltre, i team MSF si sono recati presso strutture sanitarie della zona per invitare gli operatori sanitari a rafforzare i protocolli IPC e per formare nuovi operatori sulla gestione sicura ed efficace dei casi sospetti di Ebola.
“Attualmente a Bulape sono presenti una dozzina di operatori MSF. Stiamo inviando altre persone e tonnellate di materiali medici – aggiunge de le Vingne di MSF – Lavoriamo fianco a fianco con le autorità sanitarie congolesi per valutare insieme i bisogni sul campo e stabilire dove sia necessario un ulteriore supporto, ad esempio nella sorveglianza, nella sensibilizzazione comunitaria o nella vaccinazione”.
L’OMS ha confermato che in RDC sono disponibili 2.000 dosi di vaccino contro Ebola, con ulteriori spedizioni previste nei prossimi giorni. MSF è pronta a sostenere le campagne vaccinali qualora richiesto dalle autorità sanitarie.
“Ebola continua a rappresentare una minaccia in RDC – afferma Hilde De Clerck, infettivologa di MSF – Fortunatamente, i progressi degli ultimi anni hanno portato a trattamenti migliori, ma questa febbre emorragica continua a rimanere spesso letale, senza cure tempestive e adeguate. È fondamentale garantire l’accesso sia ai trattamenti che ai vaccini”.
L’Ebola si trasmette all’uomo attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di animali infetti. La trasmissione interumana avviene invece tramite contatto diretto con i fluidi corporei di persone infette, in particolare attraverso le mucose come bocca e naso.
Non è la prima volta che la provincia del Kasaï, e specialmente l’area di Mweka, si trova a fronteggiare un’epidemia di Ebola: MSF era già intervenuta nella risposta a precedenti focolai nella zona nel 2007 e nel 2008.




