Diventare mamma con la Sclerosi Multipla, prestigioso riconoscimento all’IRCCS Gemelli

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Roma, 28 marzo 2019 – La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha ricevuto questa mattina a Milano presso la Sala Pirelli della Regione Lombardia, uno specifico riconoscimento assegnato ai centri che già offrono servizi multidisciplinari dedicati ai vari momenti di vita delle donne con sclerosi multipla, in particolare della gravidanza dal Progetto di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla e SIN, Società Italiana di Neurologia.

“Con soddisfazione accogliamo per il nostro centro di Sclerosi Multipla, il riconoscimento della Fondazione Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere) nell’ambito della iniziativa di mappatura dei Centri clinici per il progetto Una cicogna per la Sclerosi Multipla” ha detto Massimiliano Mirabella, professore associato di Neurologia all’Università Cattolica e direttore dell’UO e del Centro di Sclerosi Multipla della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS”.

“È un segno di riconoscimento dell’impegno per le pazienti con Sclerosi Multipla che intendono intraprendere  un  percorso di genitorialità. In considerazione della prevalenza femminile della malattia, è essenziale – ha continuato Mirabella – fornire alle giovani pazienti informazioni utili per affrontare con maggior consapevolezza e più serenamente il desiderio di maternità facilitando il dialogo con il proprio ginecologo di fiducia su questo delicato tema. Nella nostra attività clinica quotidiana, grazie ad un approccio multidisciplinare che coinvolge attivamente altri specialisti che operano in sinergia con i neurologi del centro Sclerosi Multipla, è essenziale potere offrire percorsi personalizzati di diagnosi e cura della malattia”.

Nell’area Neuroscienze della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS, diretta da Paolo Maria Rossini, è operativa la U.O di Sclerosi Multipla con Massimiliano Mirabella, dove sono seguiti oltre 1.000 pazienti affetti da Sclerosi Multipla con controlli neurologici ogni 3-6 mesi presso l’ambulatorio e presso il DH e in caso di necessità clinica, anche presso i reparti di degenza ordinaria di Neurologia per eseguire trattamenti e gli esami diagnostici necessari.

Il Policlinico A. Gemelli IRCCS inoltre è attivamente impegnato in iniziative volte al miglioramento della qualità dell’assistenza delle persone affette da Sclerosi Multiplaed  ha attivato un percorso ad hoc, che garantisce l’accesso alle terapie più moderne anche con la partecipazione a trial clinici farmacologici internazionali.

È attivo il Centro di Ricerca (CERSM) che è il promotore della organizzazione di eventi formativi, della raccolta di dati clinici-strumentali all’interno di progetti multicentrici regionali e nazionali, oltre che impegnato in progetti di ricerca di base mirati alla identificazione di potenziali biomarcatori di malattia (utili per determinare la prognosi e/o la risposta a terapie individuali che consentano di identificare i farmaci più idonei secondo i principi della medicina di ‘precisione’ ed allo studio di specifici aspetti patogenetici.

“La sclerosi multipla è una malattia di genere che colpisce prevalentemente giovani donne in età fertile e quando si decide di pianificare la formazione della propria famiglia – spiega Francesco Patti, coordinatore del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla della SIN, Società Italiana di Neurologia, Responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’A.O.U Policlinico Vittorio Emanuele e del P.O.G Rodolico di Catania. – Il desiderio di maternità e il progetto di gravidanza potrebbero essere pesantemente disturbati dalla malattia, arrivando persino alla rinuncia di ogni ambizione, mettendo davanti a tutto la sclerosi multipla, minaccia incombente”.

Oltre 79.000 donne italiane soffrono di sclerosi multipla, una malattia cronica e progressiva che, essendo diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni, si manifesta nel periodo più florido e produttivo della vita della donna, influenzando inevitabilmente la pianificazione familiare.
Se un tempo a queste donne era fortemente sconsigliato avere figli, oggi le evidenze scientifiche dimostrano che è possibile realizzare questo progetto di vita senza modificare a lungo termine l’andamento della malattia e senza causare danni al nascituro.

Ciò nonostante persistono ancora errate convinzioni che minano il desiderio di maternità in molte donne con sclerosi multipla, come dimostra un’indagine europea realizzata nel 2017 in cinque paesi, tra cui l’Italia, condotta su 1000 pazienti tra i 25 e i 35 anni: l’85% delle italiane con sclerosi multipla teme di non poter avere figli e il 49% dichiara di avere paura di trasmettere la malattia al proprio bambino.

“L’evento promosso e sostenuto da Onda ‘Una cicogna per la sclerosi multipla’ vuole aprire il sipario su questo tema che è divenuto centrale nell’azione quotidiana dei neurologi Italiani impegnati nei propri centri a trattare pazienti affetti da sclerosi multipla – prosegue Patti – Nel corso degli ultimi anni, i neurologi hanno organizzato percorsi virtuosi di stretta collaborazione con ginecologi, anestesisti, neonatologi e psicologi con l’obiettivo di accompagnare la donna con desiderio di maternità in tutte le fasi dal pre-concepimento all’allattamento e talora fino al primo anno di vita dei bambini nati. Quale coordinatore del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla della Società Italiana di Neurologia non posso che plaudire e sostenere queste iniziative dal forte valore sociale ed etico, terapeutico ed educativo. Sclerosi multipla: mamme si può”.

Il progetto “Una cicogna per la sclerosi multipla” vuole lanciare alcuni importanti messaggi: si può diventare mamme con la sclerosi multipla; la sclerosi multipla non è trasmissibile ai propri figli; le terapie modificanti il decorso della malattia non rappresentano un ostacolo assoluto al progetto di gravidanza; si può allattare dopo il parto e non vi sono aumentati rischi di anomalie congenite nei prodotti del concepimento.

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1 Risposta

  1. gianfranca scrive:

    Penso che il vostro articolo sia stupendo,sono mamma di un bambino di 7 anni, mi sarebbe piaciuto tanto averne un’altro ma i neurologi mi dicono che sono stata già fortunata, ma non mi blocco.

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