Diagnosi sempre più certe nelle malattie neurologiche. SIBioC: “Analisi direttamente sull’organismo senza alcun prelievo di sangue”

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Si chiama “Biochimica clinica in vivo” ed è l’approccio che permette di scoprire diversi tipi di malattie neurodegenerative difficilmente diagnosticabili, impostando le terapie più mirate. Tre giorni al Centro Congressi Lingotto per il 48° Congresso Nazionale della Medicina di Laboratorio, quasi mille gli iscritti. Italia all’avanguardia, con un importante ruolo internazionale

ricercatrice-medicoTorino, 19 ottobre 2016 – L’inizio di questi studi ‘in vivo’ risale nel nostro Paese agli anni 70, quando l’imprenditore Enzo Ferrari portò nel nostro paese una spettroscopia di risonanza magnetica acquistata negli USA per aiutare i medici dell’ospedale di Modena a seguire l’evoluzione della patologia del figlio colpito dalla malattia di Duchenne, una miopatia ereditaria. La macchina fu poi donata all’ospedale di Bologna, dove è ancora operativa.

“All’epoca rappresentava il primo esempio, avveniristico, di studio ‘in vivo’” – spiega il prof. Marcello Ciaccio, presidente di SIBioC – e oggi continuiamo a seguire questa strada con risultati sempre estremamente promettenti. Lo studio diretto condotto sull’organismo di un paziente nella sua interezza e non su matrici biologiche consente alla medicina di laboratorio diagnosi differenziali prima impossibili. Ad esempio, si possono distinguere la malattia di Parkinson da sindromi simili o altre malattie neurologiche anche rare, con importanti ricadute cliniche sul paziente, che può ottenere rapidamente la cura più corretta. Oggi le apparecchiature che consentono le diagnosi ‘in vivo’ restano poco diffuse e costose. Siamo solo all’inizio, ma è questo il futuro per una medicina di laboratorio sempre più utile al paziente”.

fonte: ufficio stampa

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