Diabete e obesità, il gotha italiano delle malattie metaboliche si riunisce a Pavia
Pavia, 3 settembre 2025 – Il polo scientifico pavese si conferma punto di riferimento nazionale per lo studio delle malattie metaboliche con particolare attenzione a diabete e obesità, patologie in costante e allarmante crescita nonostante sia ben chiaro lo stile di vita da adottare per prevenirle e gestirle. Nella provincia di Pavia, che conta 546.000 abitanti, le persone con diabete noto sono circa 35.000 (dati forniti da ATS Pavia e relativi al 2022). A questi si aggiungono circa 10.000 persone che non sanno di avere il diabete e altre 50.000 circa affette da prediabete. Inoltre, poiché secondo le ultime stime italiane obesità e sovrappeso colpiscono il 43% della popolazione adulta, si stima che nella Provincia di Pavia più di 200.000 persone siano in eccesso ponderale.
I migliori esperti e studiosi del settore sono attesi venerdì 5 e sabato 6 settembre al Collegio Ghislieri di Pavia per l’edizione 2025 de Congresso IPEM dal titolo “La fenomenologia dello stress nelle malattie croniche quali diabete e obesità”, curato dalla responsabile scientifica dott.ssa Nadia Cerutti, Direttrice SC Nutrizione clinica diabetologia e malattie endocrine dell’ASST PAVIA, con la collaborazione della dott.ssa Paola Silvia Morpurgo dell’ASST Fatebenefratelli Sacco Milano e del prof. Sebastiano Bruno Solerte, opinion leader di lungo corso nelle discipline endocrinologiche, responsabile dell’Endocrinologia del CDI di Milano.
I Congressi IPEM e il modello dell’ASST Pavia
Aspetto distintivo dei Congressi IPEM di Pavia è l’approccio multidisciplinare che coinvolge, accanto a figure strettamente mediche e sanitarie, altri professionisti che possano contribuire a comprendere e correggere i fattori di rischio non medici legati allo sviluppo e alla gestione di obesità e diabete.
Lo stesso approccio che la dott.ssa Cerutti applica negli ambulatori dell’ASST di Voghera, Vigevano, Broni dedicati a diabete e obesità dove i pazienti – oltre 10.000 persone solo lo scorso anno – sono seguiti con un approccio multidisciplinare che mette in relazione tutti gli aspetti che possono concorrere all’insorgenza o al peggioramento delle due patologie. “Medici, psicologi, nutrizionisti, trainer, utilizzando strumenti terapeutici diversi quali l’alimentazione consapevole, l’attività fisica e la gestione dello stress – spiega la dott.ssa Cerutti – lavorano insieme per spezzare quello che, a tutti gli effetti, è un circolo vizioso. L’obiettivo è ottenere non solo una perdita di peso o un miglioramento del compenso glicemico ma un miglioramento della salute in toto per restituire al paziente benessere ed equilibrio duraturi.
Giunto alla quarta edizione, il Congresso IPEM è cresciuto rapidamente attirando relatori di prestigio provenienti da ospedali, strutture sanitarie e università di tutta Italia, e ampliando il programma da una a due giornate complete di studi. All’appuntamento pavese del 5 e 6 settembre si registra un numero sempre crescente di specialisti – medici, infermieri, dietisti, podologi e psicologi – che scelgono di partecipare a questo momento di confronto e riflessione cui la comunità scientifica guarda con grande interesse non solo per i contenuti tecnici di altissimo livello, ma anche per l’approccio interdisciplinare che si conferma fondamentale per una comprensione più completa delle malattie metaboliche, sia da parte dei pazienti che della società.
Stress, un detonatore per le malattie metaboliche
Si parlerà delle interrelazioni, positive e negative, tra la psiche e il corpo, come da relazione del dott. Claudio Mencacci – Medico psichiatra, CoPresidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, Past President della Società Italiana di Psichiatria e Presidente Fondazione Onda, e di come sia quindi importante che un paziente affetto da diabete o obesità sia trattato e sostenuto anche dal punto di vista psicologico; ma anche dello stress indotto da una diagnosi di una malattia cronica o di malattie, come diabete ed obesità, spesso gravate da uno stigma/pregiudizio.
Anche le parole possono fare male: il modo di comunicare e di relazionarsi può generare stress o al contrario essere d’aiuto per cercare di evitarlo e aumentare empatia, benessere e risultati. Un tema cruciale di cui parlerà Chiara Niccolai Chief Strategy Officer dell’agenzia di pubblicità BBDO, esperta di comunicazione e advertising, nel suo intervento “La comunicazione e lo stress: linguaggio, frammentazione e tecnologia”.
Grande attesa per le lectio magistralis dei Presidenti delle principali società scientifiche del settore – prof. Riccardo Candido, Presidente AMD “L’approccio one health al diabete”; prof. Angelo Avogaro, Presidente SID “Lo stress: mediatore tra diabete, obesità e neoplasie”; prof. Silvio Buscemi, Presidente SIO “Dall’obesità al diabete: ruolo dell’overfeeding” che apporteranno significativi contributi ed evidenze da osservatori privilegiati che quotidianamente interagiscono con migliaia di pazienti, “rappresentando – spiega il prof. Bruno Solerte – le istanze cliniche e psico-comportamentali di queste epidemiche patologie che hanno ricadute sociali ed economiche preoccupanti e che richiedono soluzioni urgenti”.
Uno degli obiettivi di IPEM è, infine, sensibilizzare su un tema spesso sottovalutato, offrendo indicazioni pratiche e strategie operative. Al termine dei lavori è prevista una inusuale sessione interattiva con il pubblico, guidata da un team di psicologi. L’incontro fornirà ai medici e agli operatori sanitari suggerimenti utili su come gestire in modo efficace la relazione con i pazienti, sia dal punto di vista comunicativo che psicologico. Sono previsti esercizi per affrontare gli stati ansiosi più comuni e simulazioni, strutturate come giochi di ruolo, pensate per allenare a una comunicazione empatica e funzionale.
Numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato in modo consistente che lo stress, sia nella forma cronica sia in quella acuta, costituisce un elemento predisponente significativo non solo per l’insorgenza di diverse patologie, ma anche per lo sviluppo di complicanze a lungo termine, come le malattie cardiovascolari e oncologiche. Lo stress cronico, cioè quello prolungato nel tempo, altera profondamente i meccanismi di regolazione dell’organismo, compromettendo la funzionalità del sistema immunitario, endocrino e cardiovascolare. “Anche gli episodi di stress acuto, se particolarmente intensi – conclude la dott.ssa Cerutti – possono attivare risposte fisiologiche e neuroendocrine dannose. Queste evidenze sottolineano l’importanza di considerare lo stress come un elemento centrale nella prevenzione e nella gestione di molte condizioni cliniche”.



