Diabete, all’AOU di Ferrara un percorso educativo alimentare per bambini e ragazzi

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Da sinistra: dott.ssa Daniela Saccomandi (Dietista S. Anna), prof.ssa Caterina Borgna (Primario Pediatria S. Anna), dott.ssa Francesca De Luca (Pediatria S. Anna)

Ferrara, 28 aprile 2016 – La terapia del diabete insulino-dipendente dei bambini-ragazzi, in anni recenti si è modificata nel senso di una maggiore intensività, tale da garantire valori di glicemia quasi normali. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile che il paziente sia in grado di svolgere un ruolo attivo nelle decisioni cliniche quotidiane, attraverso un processo continuo di valutazione, istruzione e motivazione. Infatti i genitori e i bambini-ragazzi devono essere educati all’autogestione della malattia, in modo che siano in grado di adeguare le dosi di insulinica in funzione dei valori glicemici, dell’attività fisica e dell’alimentazione.

Nella terapia intensiva del diabete diventa dunque indispensabile l’adesione ad un’adeguata terapia nutrizionale. Qualunque sia il tipo di diabete e il tipo di trattamento farmacologico utilizzato, l’aderenza alla terapia nutrizionale è una premessa indispensabile per ottimizzare il controllo metabolico e per prevenire le complicanze, acute e croniche, della malattia.

Perché il calcolo dei carboidrati? I carboidrati (CHO) sono il principale alimento che influenza la glicemia dato che più del 90% dei carboidrati che consumiamo entra nel circolo ematico sotto forma di glucosio, portando ad un rialzo nella glicemia che raggiunge il picco 90-120 minuti subito dopo il pasto. Pertanto misurare la quantità di carboidrati contenuti nei cibi che si consumano durante la giornata si è rivelato un utile strumento per controllare la glicemia e mantenerla entro i valori desiderati.

A cosa serve il calcolo dei carboidrati nel diabete? In base a quanto abbiamo appena detto, appare chiaro che l’aumento della glicemia post-prandiale, dopo un pasto misto, è fondamentalmente dovuto al quantitativo di carboidrati presenti nel cibo e quindi il fabbisogno insulinico è proporzionale al contenuto di carboidrati del pasto stesso. Quello che viene definito “conteggio dei carboidrati” – o, in inglese “CHO counting” – consiste nell’educare il paziente alla conoscenza del contenuto dei carboidrati dei cibi più comunemente utilizzati; alla stima del peso della porzione che si desidera consumare; all’esatta quantità di insulina da somministrare prima del pasto secondo un rapporto “insulina/carboidrati” calcolato su base individuale.

Il percorso educativo per il conteggio dei carboidrati va condotto con il team composto da: diabetologo, dietista e infermiere. Rispetto a un programma dietetico tradizionale per la gestione del diabete basato su liste di scambio o equivalenti, il calcolo dei carboidrati è più flessibile, preciso, facile e consente di ottenere un miglior controllo metabolico. Sono previsti un percorso di base dedicato a tutti e, per chi sarà in grado di proseguire, un percorso avanzato.

Il percorso base ha l’obiettivo di insegnare a riconoscere gli alimenti contenenti carboidrati (CHO) e a stimare il quantitativo presente nella singola porzione, al fine di mantenerne fissa la quota nei pasti.

Il percorso avanzato è dedicato ai pazienti che hanno imparato a conteggiare i carboidrati e desiderano utilizzare il rapporto insulina/carboidrati nella gestione della terapia insulinica permettendo al paziente di utilizzare il proprio rapporto insulina/carboidrati per gestire l’alimentazione in libertà, adeguando la dose di insulina alla quantità di carboidrati assunti in ciascun pasto.

Per informazioni rivolgersi all’Unità Operativa di Pediatria – Dietista Daniela Saccomandi, chiamando il lunedì o mercoledì dalle ore 10.00 alle 12.00 al numero 0532-236877.

fonte: ufficio stampa (foto del Servizio Audiovisivi dell’AOU di Ferrara)

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