Depressione: ne soffrono 322 milioni di persone, circa 1 individuo su 25

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Prof.ssa Donatella Marazziti

Lucca, 6 aprile 2017 – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha indetto per il 7 aprile la Giornata mondiale della depressione, considerato come il disturbo psichiatrico più comune che, si stima, a partire dal 2020 sarà la seconda patologia in termini di prevalenza dopo le patologie cardiovascolari.

La depressione è la principale causa di invalidità a livello globale, e rappresenta il 7.5% di disabilità globale secondo i dati del 2015. In Europa, oltre 40 milioni di persone soffrono di depressione – un individuo su 25 – e circa 322 milioni ne sono affetti in tutto il mondo.

Gli individui affetti da malattie fisiche sono da 3 a 6 volte più vulnerabili alla depressione, manifestando periodi di malattia più lunghi, minore successo terapeutico e maggiori costi economici. La depressione è la causa principale dei quasi 800.000 decessi per suicidio nel mondo ogni anno. Circa 750 miliardi di euro vengono persi nel mondo ogni anno a causa della depressione. Il trattamento della depressione porta a un rendimento di 4 euro per ciascun euro investito. Fino al 90% delle persone affette da depressione non riceve un trattamento adeguato e il 50% non lo riceve affatto.

“Nonostante queste cifre allarmanti – spiega la prof.ssa Donatella Marazziti, Responsabile Ricerche della Fondazione BRF Onlus – la depressione risulta ancora sotto-diagnosticata e non trattata adeguatamente, benché siano disponibili validi ed efficaci presidi terapeutici. E’ davvero importante, quindi, che l’OMS abbia indetto questa giornata, riconoscendo l’impatto negativo della depressione a livello della sofferenza e del funzionamento individuali, ma anche sulla qualità della vita e sui costi sociali”.

fonte: ufficio stampa

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1 Risposta

  1. Mario scrive:

    Quello che però non viene detto è che nella maggioranza dei casi il trattamento considerato di prima scelta per.il trattamento della depressione (I famosi SSRI) fa più danni che bene.
    -in primo luogo perché l’efficacia di tali composti è direttamente proporzionale alla gravità dei sintomi iniziali per cui a meno di depressioni gravi l’unico effetto terapeutico sperimentato sarà il placebo.
    -gli effetti collaterali invece sono ben reali, alcuni irreversibili come le disfunzioni sessuali ed emotive post trattamento
    -gli antidepressivi non sono pillole magiche che risolveranno i conflitti nella vita delle persone senza che queste ci lavorino sopra, tant’è che il NICE britannico raccomanda gli antidepressivi solo in associazione alla psicoterapia

    Quindi curarsi sì, ma farlo nel modo giusto ed informato, consapevoli di tutti i rischi e delle alternative a disposizione.
    Purtroppo però il consenso informato è un concetto spesso poco recepito dalla classe medica italiana.

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