Degenerazione maculare senile, causa più comune di grave riduzione della vista tra gli over 60

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Roma, 21 novembre 2019 – La popolazione italiana è in continuo invecchiamento. Le stime attuali parlano di quasi 20 milioni di over 65, di cui oltre 4 milioni avranno più di 85 anni nel 2050, con un tasso di incidenza e prevalenza di patologie croniche anch’esso destinato inevitabilmente ad aumentare.

Tra le patologie prevalenti negli anziani ci sono anche quelle oftalmologiche, come la cataratta, che colpisce 1 persona su 4 dopo i 70 anni, o la degenerazione maculare senile, la più comune causa di ipovisione tra gli over 60. Il tema è stato affrontato dall’Associazione Italiana dei Medici Oculisti nel corso dell’VIII Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute, l’evento organizzato da Senior Italia che si è aperto oggi al Palacongressi di Rimini.

“La degenerazione maculare senile è la causa più comune di grave riduzione della vista tra gli over 60- ha fatto sapere il presidente di AIMO, Luca Menabuoni – Per arginare il problema è necessaria una maggiore prevenzione attraverso visite programmate, così come è fondamentale potenziare gli ambulatori di I livello di strumenti tecnologici in grado di fare diagnosi veloci e non invasive, penso alla Termografia ottica computerizzata (OCT). Serve poi una crescente sinergia tra gli oculisti del territorio e coloro che lavorano nelle strutture ospedaliere. Per questo si potrebbe pensare ad un canale dedicato di telemedicina che consenta un confronto immediato per i casi più complessi e di fare il punto sulle prestazioni terapeutiche o chirurgiche da adottare. Tutto questo ridurrebbe in maniera significativa le disfunzionalità visive e contemporaneamente la spesa farmaceutica, facilitando anche l’aderenza alle politerapie tipiche del paziente anziano”.

Sono sempre di più gli anziani affetti da più di una patologia, una condizione che si riflette inevitabilmente sulla polifarmacoterapia, fenomeno rilevante se si considera che in media gli anziani assumono 5/6 farmaci al giorno. Questo comporta problematiche di aderenza alla terapia ed interazione tra i farmaci anche in ambito oftalmologico, per esempio per quanto riguarda la terapia del glaucoma, che possono inficiare il trattamento in maniera significativa.

“Proprio per affrontare questa problematica AIMO fa parte del CIAT-Comitato Italiano per l’Aderenza alle Terapie – ha fatto sapere Alessandra Balestrazzi, referente di AIMO per i rapporti con le istituzioni – che riunisce società scientifiche, medici, infermieri, farmacisti, istituzioni e associazioni di pazienti per sensibilizzare gli addetti ai lavori e i cittadini sull’importanza della corretta adesione ai trattamenti”.

Per far fronte a una popolazione che invecchia sempre di più, e che ha bisogno di una sempre maggiore attenzione ai suoi problemi di salute, secondo l’AIMO la comunità scientifica ha infine necessità di istituire tavoli di confronto ‘a misura di anziano’ che coinvolgano professionisti di vari settori sanitari, allo scopo di individuare insieme le criticità del Servizio sanitario nazionale e soprattutto proporre soluzioni concrete da sottoporre alle istituzioni.

“Da parte nostra continueremo intanto ad impegnarci per permettere diagnosi precoci delle maculopatie – ha concluso il presidente Menabuoni – per questo sono in programma diverse campagne sul tema. È sempre con questa finalità che durante il Congresso qui a Rimini i medici di AIMO hanno effettuato esami OCT ai partecipanti”.

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