Croce Rossa attiva un numero verde per aumentare le possibilità di accesso ai servizi sul territorio

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‘CRI Per le Persone’ prenderà in carico le richieste di aiuto provenienti da tutta Italia e avvicinerà il beneficiario a servizi come assistenza domiciliare, trasporto in struttura sanitaria, sostegno alimentare, etc.

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Roma, 21 febbraio 2018 – Facilitare l’accesso ai servizi socio sanitari, la ricerca di assistenza domiciliare o trasporto sanitario, favorire l’inclusione sociale, contrastare le situazioni di marginalità, in particolare delle persone senza dimora, in condizioni di povertà assoluta e delle persone migranti attraverso lo sviluppo e il rafforzamento delle reti associative del Terzo Settore.

Sono questi gli obiettivi del progetto CRI Per Le Persone, che ha ricevuto il finanziamento del fondo stanziato dalla legge di riordino del Terzo Settore, recentemente approvata in via definitiva.

In particolare, verrà creato un numero verde centralizzato che prenderà in carico le richieste di aiuto provenienti da tutta Italia e avvicinerà il beneficiario ai servizi, anche attraverso il coinvolgimento della rete locale della Croce Rossa. Quindi non solo risposta al bisogno specifico (assistenza domiciliare, trasporto in struttura sanitaria, sostegno alimentare, etc.) ma anche orientamento ai servizi disponibili sul territorio.

In questo modo CRI Per le Persone intende aumentare le possibilità di accesso ai servizi CRI, del territorio e di altre organizzazioni del Terzo Settore da parte di chi è a rischio di esclusione sociale – come ad esempio le persone anziane, disabili e malate – favorendo quindi il miglioramento del loro benessere, l’inserimento nella comunità e l’autonomia della persona.

“Stiamo valorizzando sempre più una Croce Rossa di prossimità, vicina al territorio e ai bisogni”, dichiara Flavio Ronzi, Segretario Generale della Croce Rossa Italiana. “Cri Per Le Persone sarà un punto di riferimento per le famiglie e gli individui vulnerabili – che potranno ricevere supporto, aiuto e informazioni pratiche – ma anche un osservatorio sui bisogni a livello nazionale, sulle vulnerabilità emergenti e sulle buone pratiche e un laboratorio di innovazione sociale e di networking”, conclude Flavio Ronzi.

E a proposito di innovazione sociale, all’interno del progetto verrà sperimentato un dispositivo di geolocalizzazione delle persone che consentirà agli individui con disabilità visive o con disturbi cognitivi, seppure autosufficienti, di accedere in sicurezza e in autonomia ai servizi e alla vita della comunità.

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