Costo del lavoro, Anaao Assomed: “Medici e dirigenti sanitari hanno già dato”

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Dott. Costantino Troise

Roma, 13 giugno 2016 – La Corte dei Conti ha ammesso, nella recente relazione sul costo del lavoro nella PA, che i pubblici dipendenti, e quindi anche i medici e i dirigenti sanitari, hanno fatto la loro parte negli anni della crisi per la tenuta dei conti pubblici. Il Presidente dell’organismo contabile ha riconosciuto che le sforbiciate agli stipendi, ridotti di 11 miliardi dal 2010 ad oggi, ai quali vanno aggiunti anche gli oneri riflessi risparmiati, insieme alla cura dimagrante sugli organici del 7% circa (meno 7.000 unità tra medici e dirigenti sanitari), hanno centrato l’obiettivo di riduzione dei costi “andando oltre ogni più rosea previsione”.

L’operazione spending review sul pubblico impiego non è stata, però, priva di effetti collaterali sull’aumento della età media, che vede i Medici al primo posto al mondo, sull’incremento dei carichi di lavoro, che ha comportato anche la violazione delle direttive europee sull’orario, sull’impoverimento delle retribuzioni e sul conseguente danno previdenziale, specie per i più giovani. Abbiamo sacrificato alle leggi dell’economia molta forza lavoro – commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise – e molto sul versante della quantità e qualità delle prestazioni sanitarie, con le gravi conseguenze per il servizio sanitario nazionale descritte dalle ultime indagini e l’immancabile corredo di lacrime di coccodrillo. E le prospettive non lasciano presagire nulla di buono, vista l’esiguità delle risorse contrattuali, quei 300 milioni che coprirebbero la sola indennità di vacanza contrattuale, per stessa ammissione del Presidente Squitieri, e l’assenza nel pubblico di risorse aggiuntive per finanziare il mitico secondo livello contrattuale.

Se i numerosi appelli dei medici e dirigenti sanitari al Governo e alla politica sono passati inosservati, ci auguriamo che migliore sorte possano avere le richieste della Corte dei Conti, alle quali ci uniamo affinché le trattative vengano aperte in tempi brevi e nella legge di stabilità per il 2017 vengano previsti ulteriori finanziamenti per il rinnovo di contratti bloccati da 7 anni: di fatto sono state annullate due tornate contrattuali con riposizionamento degli stipendi, e delle loro ricadute sulle pensioni, al 2006.

Senza lo strumento contrattuale per governare il sistema e con retribuzioni disallineate rispetto alla gravosità e rischiosità del lavoro dei professionisti, la sanità pubblica si ridurrà ad oggetto di dotti interventi o di passerelle politiche nei numerosi convegni che le vengono dedicati, mentre il suo declino diventerà inarrestabile.

fonte: ufficio stampa

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