Coronavirus, Nursing Up lamenta carenza dei dispositivi di protezione individuale previsti da protocolli internazionali

Roma, 24 febbraio 2020 – Ci giungono segnalazioni allarmanti da territori colpiti dalla diffusione del Coronavirus circa l’assenza e/o la carenza dei dispositivi di protezione individuale (gel disinfettante, guanti, maschere, tute, camici e calzari): stiamo approfondendo la situazione con i nostri rappresentanti locali in quanto si parla dell’ABC delle dotazioni previste nei casi di alto contenimento. Non avrebbe dovuto esserci alcuna ‘sorpresa’, dal momento che l’allarme è stato lanciato da gennaio e dunque c’è stato il tempo di predisporre l’approvvigionamento dei materiali.

Pertanto esigiamo che, al di là delle parole di gratitudine verso una categoria che si sta dimostrando esemplare, si approntino immediatamente tali DPI a garanzia dell’incolumità degli infermieri e degli altri professionisti sanitari coinvolti nell’opera di assistenza non solo ai pazienti infetti, ma anche ai casi sospetti, onde ovviare alla diffusione del contagio e alla messa in quarantena di altre unità operative intere. Così il sindacato degli infermieri Nursing Up in un comunicato ufficiale.

Siamo molto preoccupati per lo stato di salute dei professionisti sanitari che operano nelle strutture delle regioni italiane colpite dal fenomeno. Ringraziamo il Presidente del Consiglio per l’impegno e la costante operosità profusa nel contrastare la diffusione del Coronavirus nel nostro Paese, attraverso l’adozione di misure che a nostro avviso andrebbero aggiornate soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori della sanità, dai quali, lo sottolineiamo qualora servisse, dipende la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale.

Gli infermieri si stanno distinguendo per abnegazione e professionalità nella condivisa lotta di tutto il Paese e delle istituzioni a fronteggiare e scongiurare rischi di diffusione del Coronavirus. Continueranno a svolgere i propri compiti con altrettanta abnegazione e responsabilità, ma si rende necessaria, tuttavia, l’adozione di misure ulteriori altrettanto indispensabili per il bene della collettività.

Sollecitiamo tutte le istituzioni, che sino a questo momento si sono prodigate nel ringraziare gli infermieri e gli altri professionisti sanitari per la preziosa opera che stanno svolgendo, a ricordare che è proprio sul personale sanitario che si fonda l’intera impalcatura del sistema di emergenza e che la mera gratitudine deve integrarsi, nella sostanza, con un piano pragmatico, coerente e condiviso con le rappresentanze degli stessi, tale da garantire loro la possibilità di continuare a operare.

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