Contratto in sanità, il decalogo di Confintesa UGS Medici

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Roma, 24 luglio 2017 – In vista della prossima stagione contrattuale, che potrebbe per chi ci crede – dicono i boatos – concretizzarsi a breve, vorremmo sintetizzare brevemente qualche principio preliminare:

  • definire le risorse (non lo sanno nemmeno in sede di Governo), senza che le stesse si rivestano di un colore tragicomico;
  • elaborare dal Ministero/Governo una bozza di Testo Unico che ricucia il vecchio CCNL con la mole mastodontica di nuova normativa prodotta nei sette/otto anni di blocco, dando al nuovo CCNL la massima centralità;
  • chiarificazione delle norme, che eviti il caos di interpretazione differenziata quanto interessata nelle varie AA.SS.LL. e strutture sanitarie;
  • salvaguardia e non scippo della Ria (retribuzione individuale di anzianità);
  • il rispetto dell’orario di lavoro Ue (violato un po’ ovunque) va sanzionato chiaramente sia per il tetto delle 48 ore sia per l’obbligo delle 11 ore di riposo, evitando casi verificati di morte da stress sul lavoro (!) checchè ne dicano le Regioni;
  • piano di sblocco delle assunzioni, anche per il precariato, sopratutto per l’assistenza domiciliare, assente per milioni di persone;
  • prevedere un sistema di classificazione del personale che sterilizzi il mansionismo fai-da-te imperante in molte Direzioni Generali, con sanzioni esplicite in caso di violazioni: facenti funzioni non pagati e/o semi-eterni, maternità non sostituite, rispetto degli obblighi di formazione, attribuzione incarichi e/o funzioni non previsti dall’Atto aziendale, ecc.;
  • sarebbe poi ora ormai, di superare il concetto di Atto aziendale, al massimo introducendo l’Atto Aziendale Regionale, eliminando con ciò le stramberie dei singoli DG;
  • stoppare gli ultra-autoritari tentativi del DDL Lorenzin con la sua pseudo-riforma sugli Ordini professionali, nel “tentativo di marginalizzare e frammentare la professione medica confondendola con altri profili professionali”, come giustamente segnalato dalla Fnomceo;
  • il personale, dirigenziale e di comparto, attraverso il rafforzamento legislativo di Collegio di Direzione e dal Consiglio dei Sanitari, deve essere coinvolto nei processi di organizzazione e gestione, uscendo dalla monocrazia nelle Asl.

Poiché tuttavia la recentissima via libera della Camera per il ‘salvataggio’ delle banche venete (Banca Pop di Vicenza e Veneto Banca) con un “importo complessivo delle risorse mobilitate di 16 MLD” (La STAMPA, 13/7/17), come già per il MPS, si trasformerà in altrettanti tagli alla spesa sociale…dubitiamo fortemente che un rinnovo serio del CCNL ci sarà, né economicamente, né giuridicamente.

Per cui e per tutti i punti sopra previsti, di cui neppure uno sarà di sicuro realizzato, continuerà il martirio del sanitario e del cittadino?

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