Congresso Mondiale di Neurochirurgia. La valorizzazione delle innovazioni e del made in Italy nelle neuroscienze

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Un’Italia che fa sistema per diventare motore di sviluppo in un settore ad alto livello di competitività internazionale

ricercatrice-medicoRoma, 10 settembre 2015 – Oggi e domani, nell’ambito del 15th Interim Meeting of the World Federation of Neurosurgical Societies, istituzioni, università, centri di ricerca, cluster tecnologici, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, centri clinici, start-up e imprese promuoveranno, per la prima volta nel nostro Paese l’intera filiera italiana della salute nel campo delle neuroscienze, ovvero le nostre eccellenze in neurodiagnostica, neurochirurgia, neuroriabilitazione, neuro-oncologia, medicina rigenerativa. Lo scopo della due giorni, organizzata dal ministero dello Sviluppo economico, ministero della Salute, ICE Agenzia per la promozione all’estero in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il cluster ALISEI, Assobiomedica e la Società italiana di neurochirurgia (Sinch) è quello di valorizzare le innovazioni e il made in Italy nelle neuroscienze.

“Come neurochirurghi – ha detto il presidente del 15th Interim Meeting, Francesco Tomasello – abbiamo il dovere di saper integrare tempestivamente le scoperte nel campo delle neuroscienze nei nostri trattamenti terapeutici affinché questi siano sempre guidati dall’avanzare della conoscenza. Un modello perfetto – ha aggiunto – di come le neuroscienze, tra cui le neuroscienze cognitive, vengono applicati alla neurochirurgia è il trattamento chirurgico dei disturbi del movimento e, più di recente, dei disturbi psichiatrici. Le procedure chirurgiche per l’epilessia offrono ai neuroscienziati enormi opportunità di migliorare la comprensione delle funzioni cerebrali, consentendo un accesso prolungato alla corteccia e la registrazione delle attività biologiche del cervello”.

Secondo Francesco Tomasello, la cosiddetta Neurochirurgia Ricostruttiva, nell’era delle cellule staminali, garantirà importanti opportunità se neurochirurghi e biologi sapranno lavorare insieme in un ambiente interdisciplinare e ritiene indispensabile, per sostenere e accrescere il ruolo delle Neuroscienze Traslazionali, migliorare la collaborazione tra scienze di base e scienze cliniche.

Francesco Tomasello ha inoltre evidenziato che “i rapporti interdisciplinari non sono sempre facili a causa dei diversi interessi scientifici, ma la consapevolezza che da solo nessuno può affrontare i complessi problemi della comprensione delle funzioni cerebrali e delle basi biologiche delle malattia neurologiche indica chiaramente che non vi è altra possibilità se non quella di ricercare l’integrazione delle conoscenze”.

E in tal senso non mancano testimonianze di collaborazione come quello che è stato portato avanti negli ultimi dieci anni da parte di endocrinologi e neurochirurghi che oggi nel nostro Paese possono vantare una leadership mondiale nella cura dei tumori ipofisari.

fonte: ufficio stampa

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