Collegio Italiano dei Chirurghi: “Basta violenze in corsia, la sicurezza dei medici è una priorità nazionale”
Roma, 4 marzo 2026 – Il Collegio Italiano dei Chirurghi lancia un nuovo allarme sul clima crescente di tensione e violenza che interessa le strutture sanitarie italiane, ribadendo la necessità di un intervento istituzionale forte e condiviso. L’ennesimo episodio si è verificato nei giorni scorsi presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove il Primario del reparto di Chirurgia Generale è stato vittima di un’aggressione. Un fatto grave che conferma come il tema della sicurezza degli operatori sanitari sia ormai una priorità nazionale.
“La violenza contro medici e chirurghi non è mai accettabile e non può diventare una componente ordinaria del nostro lavoro – dichiara Vito Chiantera, Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi – Ogni giorno in sala operatoria si prendono decisioni complesse, spesso decisive per la vita dei pazienti. Operare in un contesto di insicurezza significa indebolire le basi stesse della qualità assistenziale”.
Secondo il Collegio, la professione chirurgica vive oggi una fase particolarmente delicata: oltre all’elevata complessità clinica, pesano carichi di lavoro crescenti, tensioni organizzative e una crescente distanza tra percezione sociale e realtà del lavoro medico.
“Una professione che unisce livelli di stress estremi, retribuzioni spesso non adeguate e rischio fisico concreto diventerà sempre meno attrattiva – sottolinea Chiantera – Se i chirurghi perdono motivazione o scelgono di abbandonare, il danno ricade direttamente sui cittadini e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario”.
Per queste ragioni, il Collegio Italiano dei Chirurghi annuncia che richiederà un incontro al Ministro dell’Interno, con l’obiettivo di avviare un confronto istituzionale sulle possibili iniziative da adottare per rafforzare la sicurezza negli ospedali e prevenire nuovi episodi di violenza.
Il Collegio richiama infine Istituzioni e società civile a un’assunzione condivisa di responsabilità: difendere chi cura significa difendere la qualità della sanità pubblica e garantire alle nuove generazioni la possibilità di scegliere la chirurgia come vocazione e servizio al Paese.




