Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato interviene su Pronto Soccorso di Nola

logo-cittadinanzattiva

Roma, 10 gennaio 2017 – “Immagini inaccettabili che richiamano alla mente non una struttura del nostro Servizio Sanitario Nazionale ma un ospedale da campo, con condizioni disumane per cittadini e operatori sanitari. Ad essere calpestati sono innanzitutto i diritti delle persone malate, come quello alla dignità personale, alla riservatezza e alla sicurezza”.

Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, sulla vicenda dei pazienti sdraiati per terra su coperte nel Pronto Soccorso di Nola. “Il rischio è che a breve ci chiedano di portarci il letto da casa”.

“Si sapeva del picco influenzale, si sapeva del freddo e quindi ci si poteva e doveva attrezzare per tempo nel garantire la gestione del possibile sovraffollamento dei Pronto Soccorso, che poi puntualmente si è verificato. E le responsabilità sono tanto a livello di singola struttura sanitaria che a livello di Regione, la quale ha tra i suoi compiti la programmazione e la verifica dei servizi. Non si possono mettere i cittadini di fronte alla scelta tra il non essere assistiti o invece esserlo ma sdraiati a terra!

Se prima il sovraffollamento dei PS poteva essere considerato una condizione straordinaria, negli ultimi anni purtroppo sta diventando quasi l’ordinario, prevedibile nei momenti di picco influenzale, e quindi a maggior ragione ogni struttura sanitaria dovrebbe avere un Piano di Gestione del Sovraffollamento come raccomandato dalla SIMEU (Società italiana dei medici dell’emergenza urgenza); allo stesso tempo, nel 40% dei PS manca l’Osservazione Breve Intensiva con posti letto dedicati, come emerge da un nostro recente monitoraggio nazionale, svolto insieme alla SIMEU. E ancora il 45% dei DEA di I° livello non ha conoscenza in tempo reale dei posti letto disponibili nei reparti di tutta la struttura e questo incide su affollamento, sovraccarico del personale e qualità dell’assistenza.

Il personale sanitario dovrebbe essere adeguato ai bisogni di assistenza e invece siamo alle prese da anni con un blocco del turn over che sta incidendo sull’accesso e la qualità delle cure. Si dovrebbe riorganizzare e rafforzare l’assistenza territoriale, in particolare il sabato e la domenica, per ridurre la necessità di ricorrere al PS”.

“Attendiamo – conclude Aceti – di conoscere gli esiti delle ispezioni del Ministero della Salute e della Regione, ma soprattutto le azioni di miglioramento che saranno messe a punto e che auspichiamo siano il frutto di un confronto anche con le Organizzazioni di cittadini”.

fonte: ufficio stampa

Salva come PDF
Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. Ricordiamo a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico di base o allo specialista.

Potrebbe anche interessarti...

1 Risposta

  1. Gazzè loredana scrive:

    Buonasera, vorrei chiedere un consiglio.
    Mio padre 82 anni portato sabato 26 maggio al ps dell’ospedale Pertini di Roma per una presunta ischemia. Ad oggi fatti molti accertamenti, conclusione tua effettiva richiesta ricovero da parte del medico del Ps.
    Oggi 28 maggio non ci sono posti disponibili e lui è ancora in ps. Lo stato mentale è molto peggiorato e ieri mattina se ne è andato dall’ospedale senza che nessuno se ne accorgesse, medici e infermieri si sono accorti dell’assenza di mio padre dopo 3 ore. Ci hanno contattato e abbiamo scoperto che era scappato a casa.
    Riportato in ospedale perché stava peggio, ci dicono tra poco lo portiamo in reparto. Sono passate 13 ore e ancora si trova in ps su una barella in corridoio.
    Mio fratello starà con lui perché minaccia di scappare e ha ripetuto più volte che minaccia di fare cose peggiori e pericolose.
    Vorrei sapere se è mio diritto insistere fino a che non gli danno un letto in ospedale o se lo possono trasferire in un altro ospedale.
    Come posso comportarmi?
    Grazie

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>