Cetacei spiaggiati, sentinelle della salute del mare
Teramo, 10 settembre 2025 – “Hic est locus ubi mors gaudet succurrere vitae” (“Ecco il luogo ove la morte si compiace di venire incontro alla vita”): questa è la celebre frase che campeggia sulla facciata dello storico Ospedale degli Incurabili di Napoli.
Nulla di più vero non solo per noi umani, ma anche rispetto alla straordinaria valenza di balene e delfini spiaggiati nei confronti dei propri ‘consimili’, la cui vita si svolge esclusivamente in ambiente marino.
Le oltre 90 specie cetologiche popolanti i mari e gli oceani del nostro Pianeta risultano sempre più minacciate per mano dell’uomo, come chiaramente si evince dagli esiti delle indagini post mortem effettuate sugli esemplari spiaggiati.
La crescente contaminazione chimica e da materie plastiche degli ecosistemi marini, l’intrappolamento in reti da pesca e le collisioni con natanti rappresentano infatti alcune tra le più significative minacce antropogeniche per la cetofauna dei nostri mari, mentre numerosi agenti patogeni di natura virale, batterica e parassitaria ne minano ulteriormente, al contempo, il già precario stato di salute e di conservazione.




