Care manager, l’angelo custode che aiuta i pazienti

Università Cattolica Sacro Cuore

Presentati oggi a Roma i risultati di uno studio Ce.Ri.S.Ma.S dell’Università Cattolica. Partner dello studio Policlinico A. Gemelli, AUSL di Parma, IEO e Fondazione Pfizer

Roma, 19 febbraio 2015 – Consulente, coordinatore, facilitatore, assistente, che si chiami “Case manager” o “Care manager”, la figura dell’infermiere vive un momento di grandi cambiamenti ed è forse la professionalità che sta maggiormente cambiando nei nuovi assetti organizzativi del mondo sanitario, in ottica “patient centered”.

Uno studio “sul campo” condotto da Ce.Ri.S.Ma.S (Centro di ricerche e studi in management sanitario) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il sostegno incondizionato di Fondazione Pfizer, di figure infermieristiche emergenti ne ha individuate ben 17 – 9 a livello ospedaliero e 8 sul territorio – con un vero e proprio mix di caratteristiche e competenze. E, comunque, tutti ruoli critici per l’efficace funzionamento delle aziende sanitarie, come messo in evidenza dallo studio reso possibile dalla collaborazione del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”, l’Ausl di Parma e l’Istituto Europeo di Oncologia, che ha visto il coinvolgimento di oltre 100 operatori impegnati nei nuovi ruoli.

La presentazione dello studio ha luogo oggi a Roma presso il Polo Universitario “Giovanni XXIII” della Cattolica.

Se a livello territoriale i ruoli si differenziano tra i “facilitatori di percorsi” (coloro che prendono fattivamente in carico il paziente, dei veri e propri “angeli custodi”), i “coordinatori” (dedicati in primis alla gestione del personale) e i “professionali” (specialisti nel campo infermieristico, assistenziale e/o riabilitazione); a livello ospedaliero se sussiste la figura dell’angelo custode (il “care manager”), che guida il paziente nel percorso di cura, il “case manager” è incaricato di gestire il flusso dei pazienti ricoverati verso le strutture territoriali, mentre è il “bed manager” colui che gestisce i trasferimenti dall’emergenza all’interno dei reparti.

“La ricerca conferma l’emergere di nuovi ruoli organizzativi che interessano migliaia di infermieri in Italia e che ridisegnano le relazioni tra medico e infermiere, sia in ospedale che sul territorio. In particolare, lo sviluppo delle funzioni di coordinamento in ambito infermieristico si riverberano anche sul lavoro del medico che, come conseguenza, sembra poter recuperare in modo più pieno la dimensione professionale del proprio lavoro”, scrivono i ricercatori di Ce.Ri.S.Ma.S, coordinati dai professori della Cattolica Stefano Baraldi e Americo Cicchetti.

fonte: ufficio stampa

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