Caccia tattica negli abissi: scoperto il marangone che studia il fondale e tende agguati ai pesci
Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Behaviour rivela come i Marangoni utilizzino la topografia sottomarina per tendere imboscate alle loro prede. Il segreto è sfruttare tunnel e ombre per non farsi vedere
Napoli, 24 marzo 2026 – Gli uccelli marini sono da sempre considerati i signori dei cieli e della superficie, ma ciò che accade quando si immergono rimane, per gran parte, un mistero avvolto nel blu. Una nuova ricerca internazionale, guidata da esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn in collaborazione con il Marine Research Institute dell’Università di Klaipėda, il gruppo Subacquei per la Scienza e l’Università degli Studi di Trieste, e pubblicata sulla rivista scientifica Behaviour, getta oggi nuova luce sulle straordinarie capacità tattiche del Marangone dal ciuffo mediterraneo (Gulosus aristotelis desmarestii).
La scoperta
Tradizionalmente, i marangoni e i cormorani sono stati descritti come “predatori ad inseguimento” o come cercatori che scovano prede nascoste sul fondale (strategia di prey-flushing). Tuttavia, lo studio documenta per la prima volta un comportamento all’apparenza più sofisticato: l’agguato sottomarino.
L’osservazione, avvenuta nelle acque cristalline di Is Arutas, in Sardegna, ha mostrato un giovane esemplare di Marangone interagire ripetutamente con strutture sottomarine specifiche. Questo uccello non si limitava a nuotare casualmente, ma utilizzava attivamente un tunnel sottomarino e una zona d’ombra sotto una scogliera come schermi naturali per avvicinarsi ai banchi di latterini (Atherina sp.) senza essere rilevato.
Una strategia in tre fasi
L’analisi dettagliata di quando documentato in video si presta a più interpretazioni, una di queste consente ai ricercatori di ipotizzare una strategia di caccia complessa, quasi “pianificata”, che si articola in tre momenti distinti:
- Herding (Radunamento): il marangone insegue attivamente il banco di pesci, spingendolo verso barriere fisiche (come la riva) o in traiettorie prevedibili.
- Ambush (L’Agguato): l’uccello si posiziona dietro un elemento del paesaggio sottomarino, sfruttando l’oscurità o la roccia per occultarsi, e lancia un attacco fulmineo a corto raggio.
- Riposizionamento: dopo l’attacco, il predatore riguadagna una posizione vantaggiosa per ricominciare la manovra.
“Questa evidenza suggerisce che questi uccelli, nonostante una visione sottomarina non eccelsa, siano in grado di compensare con una conoscenza tattica del territorio, trasformando il fondale in un alleato, in una trappola naturale, per catturare prede veloci”, spiegano gli autori dello studio.
Interessante è anche la presenza di spigole (Dicentrarchus labrax) durante l’azione. Sebbene non sia stata registrata una cooperazione con questo pesce predatore come documentato in un’altra ricerca in Croazia, il loro movimento potrebbe influenzare lo spostamento dei pesci, facilitando il compito del giovane marangone dal ciuffo.




