Bambini strappati alle famiglie al confine USA-Messico, la condanna della SIPPS

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La separazione dai genitori produce in loro uno “stress tossico che inibisce lo sviluppo del cervello, blocca l’architettura cerebrale e impedisce di sviluppare linguaggio, socializzazione e legami emotivi”

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Roma, 20 giugno 2018 – “La SIPPS non può rimanere indifferente di fronte al grido di dolore di bambini separati dai genitori appena varcato il confine e considerati erroneamente minori migranti non accompagnati, come sta avvenendo nella zona tra il Messico e gli Stati Uniti”.È quanto dichiara il dott. Leo Venturelli, membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) e Garante cittadino dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

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Dott. Giuseppe Di Mauro

“La nostra Società scientifica – prosegue il dott. Venturelli – si allinea alle dichiarazione della presidente dell’American Accademy of Pediatrics, Coleen Kraft, che accusa l’amministrazione Trump di “violenza su minori”. In più da parte nostra richiamiamo l’attenzione su un fondamentale diritto del bambino a non essere separato dai suoi genitori citato espressamente dalla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia del 1989, all’articolo 9, convenzione cui l’Italia ha aderito fin dal 1991”.

“Concordiamo con l’AAP – aggiunge il dott. Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS – che la separazione di questi bambini, già traumatizzati dalla situazione della migrazione della famiglia, produce in loro uno “stress tossico che inibisce lo sviluppo del cervello, blocca l’architettura cerebrale e impedisce di sviluppare linguaggio, socializzazione e legami emotivi”.

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