Associazioni di volontariato come osservatorio della povertà

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ambulanza-pronto-soccorsoGrugliasco (TO), 24 dicembre 2015 – La Regione Piemonte Direzione Coesione Sociale ha promosso una ricerca, pubblicata lo scorso settembre, sugli indicatori per una migliore conoscenza della povertà e dell’esclusione sociale in Piemonte. Questi saperi potranno aiutare i decisori politici e gli amministratori a intervenire efficacemente con progetti e iniziative mirate per contrastare la povertà nel territorio piemontese.

L’indagine è stata svolta con un approccio di tipo qualitativo tramite questionario somministrato ad associazioni di volontariato, coordinamenti ed enti di culto. Nello specifico hanno partecipato i referenti di 83 associazioni e 11 consorzi di associazioni di diversa ispirazione valoriale, religiosa o laica.

Le Pubbliche Assistenze Anpas che hanno preso parte alla ricerca sono: Croce Bianca Rivalta, Croce Verde Porte, Croce Verde Rivoli, Croce Verde Villalvernia, Pubblica Assistenza Sauze d’Oulx, Pat Pubblica Assistenza Trinese.

Le associazioni di volontariato, oltre a essere in prima linea sul territorio con azioni e attività concrete e continuative a favore delle persone in difficoltà e in disagio sociale, sono una sorta di osservatorio della povertà e bacino di conoscenza sul tema.

Gli elementi emersi dalla ricerca sono molteplici e vanno dalla tipologia dei soggetti che versano in situazioni di povertà (famiglie e figli minori 62,4%; anziani 52,7%; situazioni di povertà genericamente intesa 52,7%; disabili e immigrati 32,3%) alle azioni che le associazioni di volontariato pongono in essere per contrastarla (riparazione delle problematiche 55,4%; la prevenzione 2,4%; entrambe 42,2%).

Le associazioni interpellate ritengono inoltre che i problemi sociali più rilevanti nel territorio in cui operano siano le difficoltà legate alla sofferenza occupazionale o al lavoro 78,3%; difficoltà economiche 77,2%; povertà genericamente intesa 63%; salute fisica e psichica 52,2%; problemi abitativi 46,7% dei casi.

Rispetto a una valutazione dei volontari in merito alla capacità dei Servizi sociali dei Comuni o dei Consorzi di rispondere in maniera adeguata alle esigenze delle persone che necessitano di interventi mirati, la valutazione negativa dei volontari è maggioritaria: 59,5 per cento.

Le motivazioni fornite dagli interpellati sulla inadeguatezza dei Servizi a soddisfare le necessità dei poveri vengono individuate, in maniera decrescente di rilevanza, principalmente nella mancanza di fondi, nella carenza di personale, nelle risorse economiche insufficienti, nella eccessiva burocratizzazione, nella rigidità dei Servizi, nella mancata sinergia tra i settori della sanità e dell’assistenza, nella eccessiva autoreferenzialità dei Servizi e nella scarsa collaborazione con il mondo del volontariato.

Il volontariato in questo quadro deve svolgere il proprio ruolo che non deve essere di sostituzione dei Servizi le cui prestazioni spettano di diritto ai cittadini, ma di sostegno umano, di prossimità e vicinanza. Funzione, quella delle associazioni di volontariato, che rappresenta un valore aggiunto alle prestazioni erogate dalle Istituzioni ed Enti a favore dei poveri.

fonte: ufficio stampa

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