Antidepressivi ed effetti collaterali. La testimonianza di Leonardo

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Nicoletta Cocco

Cari lettori,
a chi non è mai capitato nella vita di sentirsi particolarmente giù, insicuro, sopraffatto dagli eventi…

Dalla perdita del posto di lavoro a un amore finito, da una precaria condizione di salute all’incapacità di superare il dolore di un lutto. Passando per condizioni meno “estreme” ma altrettanto logoranti, come la solitudine, il senso di inadeguatezza verso una società che ci vuole sempre perfetti, e così via.

Momenti bui, che, se mal gestiti, possono sfociare nella depressione.
Ma la depressione non è uno stato d’animo, come ancora oggi molti credono, è una vera e propria malattia che, in quanto tale, va curata, con professionalità e competenza.

Certo, sarebbe sano elaborare il dolore, rispettando i propri tempi, ma quando subentra la malattia è necessario medicalizzare il problema, tenendo comunque sempre presente che gli antidepressivi non sono caramelle e non sono scevri da effetti collaterali. Le persone che stanno dietro le case farmaceutiche conoscono perfettamente il veleno che producono e commercializzano.

Certi psicofarmaci vengono assunti spesso con superficialità… ed è così che si spalancano le porte dell’inferno! Non tutti i pazienti hanno consapevolezza degli effetti collaterali a cui vanno incontro.

Purtroppo esiste qualche medico “sbrigativo”: un paziente zitto e arrendevole è sempre meglio di uno che chiede di essere curato. Tacitare le persone che soffrono è stata sempre la soluzione preferita da una parte della neuropsichiatria ufficiale, il più clamoroso esempio è dato dall’elettroshock, tecnica che fu inserita come terapia psiconeurologica, con l’effetto di ridurre i pazienti in uno stato di inerzia, ora si tenta di ottenere lo stesso risultato con alcuni farmaci.

La stessa inerzia che sta vivendo Leonardo (nome di fantasia), un giovane lettore che ci ha scritto una lettera per condividere con noi la sua triste esperienza.

*****

Buongiorno, sono un ragazzo di 25 anni, studente universitario. Vi scrivo per raccontarvi e chiedervi di raccontare la mia storia. Si tratta di effetti collaterali di antidepressivi che non vanno via sospendendo il farmaco. Credo che la possibilità di un tale evento dovrebbe essere accuratamente soppesata dal medico che effettua la prescrizione e soprattutto il paziente ne dovrebbe essere informato, ma ciò non avviene perché di questi apparentemente rari (e debilitanti) problemi non ne sono a conoscenza nemmeno i professionisti.

Per questo mi rivolgo a voi chiedendo di portare tutto ciò alla conoscenza di pazienti e medici.

Circa 3 anni fa a seguito di problemi famigliari, stavo passando un brutto periodo così decisi di rivolgermi ad uno psicologo, con cui iniziai un percorso di sedute. Ero piuttosto preoccupato e giù di morale a causa dei miei problemi, così mi consigliò di rivolgermi ad uno psichiatra perché affiancasse alle sedute una terapia farmacologica: ciò, a detta loro, mi avrebbe aiutato ad accelerare e mantenere i progressi e a riprendere quanto prima in mano la mia vita. D’altronde la medicina oggi offre queste possibilità, perché non sfruttarle?

Così, per farla breve, per quasi due anni ho preso un farmaco antidepressivo: “questo farmaco aumenta la quantità di serotonina nel cervello, il famoso ormone della felicità. Potresti avere un po’ di nausea le prime settimane ma vedrai passerà”.

A luglio dell’anno scorso stavo decisamente meglio, così sempre seguito dallo psichiatra, decisi di cominciare a diminuire il dosaggio fino a sospenderne del tutto l’assunzione ad ottobre. È stato allora che sono cominciati i problemi. Già mentre diminuivo il dosaggio mi rendevo conto che c’era qualcosa che non andava in me: mi sentivo emotivamente e sentimentalmente un po’ appiattito, meno attratto sessualmente dalle ragazze e anche ‘laggiù’ la situazione era sempre più dormiente. Ma non ci feci troppo caso, “sarà il periodo”.

La situazione è però peggiorata drasticamente quando ho smesso di prenderlo del tutto: ogni emozione, dalla gioia alla paura, dall’eccitazione sessuale per una ragazza alla gelosia, ogni sensazione di piacere o di disgusto, piacevole o non è praticamente sparita. E con esse anche le relative reazioni fisiche: dai brividi, al batticuore, alle erezioni…

Quasi improvvisamente non ho provato più nulla per quella ragazza che mi piaceva da morire o non si è ‘mosso’ più niente per quell’altra che mi eccitava e per cui avevo fantasie poco innocenti; la musica non mi fa più viaggiare e le passioni non sono più così coinvolgenti.

Insomma, è come se qualcuno avesse spento il punto del cervello che genera emozioni. Io che mi conosco, che so quali sono le mie emozioni e le mie reazioni sentivo che tutto ciò era troppo strano, che c’era qualcosa che non andava e non poteva solo essere un ‘periodo’ che era iniziato esattamente nel momento in cui ho sospeso il farmaco.

Così ho fatto qualche ricerca tramite Google ed è allora che mi sono risvegliato in un incubo: ero solo uno delle probabilmente migliaia di persone che stava sperimentando degli effetti collaterali persistenti causati dal precedente uso di farmaci della classe degli SSRI che, per quanto riguarda l’aspetto sessuale del problema, prende il nome di Post SSRI Sexual Dysfunction (PSSD).

Purtroppo non è una bufala nata su qualche forum, da qualcuno col pallino del complottismo contro le case farmaceutiche. Purtroppo è vero ed esistono studi scientifici e articoli di giornale che ne parlano. Io stesso non avrei mai creduto ad una cosa così assurda, se non la stessi vivendo in prima persona. Purtroppo però è tragicamente reale.

Ho allora spiegato la situazione e i miei sospetti al mio psichiatra, confidando che sapesse darmi delle risposte e delle soluzioni: mi ha risposto che era impossibile, che non aveva mai sentito parlare di questa condizione e che non si era mai sentito che gli effetti collaterali di un farmaco potessero durare settimane dopo la sospensione.

Era molto più ragionevole pensare che venendo meno l’azione dell’antidepressivo fosse riemersa una sorta di depressione, di ansia o di blocco emotivo che mi rendeva incapace di dialogare con le mie emozioni.

Capisco benissimo che in effetti è tutto molto più ragionevole e razionale. D’altronde si sta mettendo in dubbio la parola di un professionista. Eppure io che vivo in prima persona questa situazione e che mi conosco, so che la causa non poteva essere un blocco emotivo. Così ho pensato che magari il mio “psichiatra da studio” potesse essere poco aggiornato, e allora mi sono rivolto a dei professori universitari: quasi tutti mi hanno detto che si trattava di un problema psicologico e che dovevo quindi tornare a prendere l’antidepressivo (cosa che mi sono rifiutato di fare) o aspettare. Solo allora ho capito che, oltre a ritrovarmi con questa condizione, ero anche ‘solo’.

Ora immaginate cosa tutto questo voglia dire per un ragazzo di 25 anni. Il problema di questa sindrome è proprio questo: medici, psichiatri, pazienti e forse nemmeno tante persone che ne soffrono sono a conoscenza di ciò. Non esiste perciò una ricerca scientifica o delle cure, anche se questi farmaci sono usati da più di vent’anni e la sindrome non è poi così rara come si potrebbe credere, basta fare una breve ricerca su Google per rendersene conto.

Perciò vi chiedo di raccontare questa storia, perché accanto a tante bufale ci sono storie tremendamente reali assolutamente nascoste e che dovrebbero essere invece portate alla conoscenza del cittadino e soprattutto dei professionisti, i quali molto spesso omettono di comunicare i possibili effetti collaterali dei farmaci che prescrivono, considerandoli delle innocue caramelle senza troppe controindicazioni.

Confido nel vostro aiuto.

Grazie, Leonardo

 

 

Nicoletta Cocco

Nicoletta Cocco

Direttore responsabile insalutenews.it

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47 Risposte

  1. Avatar Antonio ha detto:

    Salve, sono Antonio, ho 40 anni, per problemi di ansia e attacchi di panico, 6 anni fa il medico di base vedendomi mi diede il sereupin 20mg (non sapevo cosa fosse) senza ansiolitico, l’unico effetto all’inizio collaterale erano gli sbadigli, dopo poco stetti molto bene (a parte orgasmo ritardato o a volte niente). Ripresi la mia vita meglio di prima con zero ansia e attacchi, così dopo un anno lo riduco. Stetti bene per 6 mesi e poi di nuovo cado nel baratro, così lo psichiatra dell’Asl mi prescrisse sertralina 50mg e xanax, i primi giorni furono distruttivi, ma tenni duro (x la cura) così dopo 2/3 settimane sentii miglioramenti, sospesi lo xanax dopo 2 mesi e mezzo e per altri 2 anni stetti benino (non benissimo come con sereupin). Dopo 6/7 mesi cominciai a sentire qualcosa che ritornava, così il medico mi volle ridare la sertralina, ma ho rifiutato, ho un angoscia interiore, soffro di insonnia (dormo sempre poco), molto agitato, tant’è che ci sono ricascato, l’ho ripresa e ho passato 3gg di inferno, allora ho buttato via tutto e sto facendo un percorso (purtroppo costoso) di psicoterapia. Per ora sto così confuso, con una vita limitata e “solo”, ho problemi familiari e lavorativi (disoccupato) che non riesco a risolvere.

  2. Avatar Daniele ha detto:

    Anche io è da circa 6 mesi che ho tolto tutto ma purtroppo sto ancora male, che ne dite di formare un gruppo whatsapp cosi parliamo delle nostre storie.

  3. Avatar manuela mura ha detto:

    io prendevo molti psicofarmaci, tra cui il rivotril da 20 mg per tre volte al giorno… Ho deciso di botto di buttare via tutto, stabilizzatori d’umore, tutto. Da un anno e più vivo senza farmaci ma sto malissimo, ho la testa vuota, non memorizzo più niente, non ricordo più niente e spesso mi sembra di impazzire. Spesso mi sento sola e incompresa in questa cosa, i medici mi stanno ammazzando!!!

  4. Avatar Mario ha detto:

    Qualcuno ha sospeso il lorazepam totalmente senza assumere altri farmaci e si sente ancora male?
    Io ho sospeso da 2 mesi e sono ancora stordito e intorpidito.
    Se qualcuno mi può raccontare la sua esperienza e dopp quanto tempo siete tornati a stare bene

    Ciao a tutti
    Mario

    • Avatar Ofelia ha detto:

      Io si, lo scorso anno ho smesso di colpo lorazepam e benzodiazepam, senza supervisione e senza prendere altro. Se hai sospeso solo da due mesi è naturale sentirti intorpidito. Potresti sperimentare anche tutta un’altra serie di sintomi, come nervosismo e agitazione di braccia e gambe con piccoli spasmi, secchezza delle fauci, sfogo cutaneo, sensazione di forte stress, insonnia. é tutto normale, ti stai letteralmente disintossicando, quindi accetta questi sintomi e sappi che spariranno entro qualche mese. Due mesi sono pochi per tornare a sentirsi già da subito “normale”. Noto che hai scritto a settembre, spero tu legga il mio messaggio e possa tranquillizzarti, e che stia già un po’ meglio. Un abbraccio.

      • Avatar Mario ha detto:

        Ciao, grazie per avermi scritto!
        Alcune delle cose che hai scritto, insonnia e nervosismo, le ho superate sin da subito, mi è rimasto ancora il senso di sonnolenza. Ho girato diversi medici da allora e tutti mi riportano al farmaco nuovamente. Mi ha fatto molto felice aver letto che questi effetti passeranno, purtroppo sta durando un po’ ma tengo duro! Ho preso questi farmaci per sette anni e ho impiegato quasi un anno per sospendere partendo da 2 mg al giorno! Teniamo duro!!!
        Grazie

  5. Avatar Petra ha detto:

    Ciao, siccome avevo dei problemi con la depressione e insonnia il medico mi ha prescritto Diazepam. Mi ricordo che l’ho ordinato su un sito. Avevo paura di prenderlo, sapendo che ci sono effetti collaterali. Alla fine ho seguito la cura. Prima settimana ho notato la mancanza dell’appetito, ma poi mi sono sentita meglio. Comunque non ho fiduccia nei farmaci e mi dispiace per le persone che soffrono a causa dell’ignoranza di alcuni medici.

  6. Avatar margherita ha detto:

    Scusatemi, ma visto che io ci sono passata, vi dico che trovo assurdo sputare su questi farmaci. Meglio prenderli per un periodo, che stare male… Solo se uno sta veramente male sa cosa vuol dire. Purtroppo è facile parlare quando non ci si è dentro

  7. Avatar Rocco ha detto:

    Qualcuno che assume cipralex o paroxetina ha mal di testa tutti i giorni?

  8. Avatar J ha detto:

    Ho dei problemi in famiglia e soffro di eccessiva stanchezza mentale e un po’ di depressione. Dopo qualche mese in cura da uno psicologo sono stata da uno psichiatra che analizzando la mia situazione mi ha prescritto delle gocce. Io ho accettato perché ho bisogno di un aiuto, certe volte sto davvero male e mi sembra di impazzire. Prima di comprare il farmaco mi sono informata sugli effetti collaterali e mi sono spaventata, ora ho paura di iniziare ad assumerlo, ho paura di diventare impotente, di peggiorare la situazione. Che faccio? Grazie

  9. Avatar angelo ha detto:

    io ho sofferto, e soffro, di ansia e pensieri ossessivi.
    il mio psicologo mi ha consigliato di prendere la zoloft, precisando che dopo la chiacchierata della sera stessa, stavo decisamente molto meglio.
    la mattina dopo decido di prenderla (nonostante la mia titubanza), ma dopo qualche ora mostra i suoi devastanti effetti: mancanza di appetito, stitichezza, assenza nelle parti basse, stordimento, zigomi che tiravano…
    la scatola (piena) finisce praticamente nel cassone dello smaltimento farmaci.
    un consiglio: pure dai periodi più brutti si esce bene, basta volerlo.

  10. Avatar Leonardo ha detto:

    Era un po’ che non capitavo su questo sito e sono sconcertato dalla quantità di persone che si ritrovano disperate nella mia storia.
    Purtroppo ad anni di distanza nulla è successo, sempre nella merda sto.
    Però ho trovato persone “illuminate” che ci stanno aiutando e stanno studiando la patologia.

    • Avatar stephen ha detto:

      Credo che, indipendentemente dall’età, la gente assuma farmaci antidepressivi per disperazione. Ma non sa di cadere dalla padella nella brace. Chi non soffre di depressione maggiore, ma di depressione lieve-moderata o di ansia ed attacchi di panico, si faccia prescrivere con molta cautela solo benzodiazepine ansiolitiche o ipno-inducenti limitando le dosi allo stretto indispensabile e scalandole lentamente appena possibile. Non avrà danni a livello sessuale e con pazienza, non cedendo alla dipendenza e/o alla assuefazione ne verrà fuori meglio anche se impiegherà più tempo. Un abbraccio a tutti

    • Avatar Francesca ha detto:

      Ciao Leonardo, mi trovo nella stessa situazione! Da quando ho iniziato ad assumere cipralex da un anno sono scomparse tutte le emozioni e sensazioni, ho provato anche a interromperlo per tre mesi ma comunque non tornavano, e ho dovuto riprenderlo sotto consiglio medico! Ho tanta paura soprattutto leggendo che a te dopo averlo sospeso ancora non è migliorata la situazione

    • Avatar Marco ha detto:

      Confermo quanto detto da leonardo. Dopo qualche anno di antidepressivi e ansia gli effetti sono gli stessi. Da una parte sono felice perchè non mi fa piu paura fare un viaggio o una riunione di lavoro importante. Non mi fa star male la solitudine e altre cose che prima mi avrebbero buttato giu. D’altro canto vivo un distacco emozionale dalle cose belle e brutte della quotidianità e anche l’interesse sessuale è calato molto. È come se una parte del cervello fosse spenta. Proprio come leonardo.

  11. Avatar Ilaria ha detto:

    Ciao Leonardo e a tutti i commentatori, mi chiamo Ilaria e da poco ho compiuto 25 anni. Da quando ne ho 16 mi sono affidata al medico di famiglia e ad uno psichiatra dell’asl. Soffrivo e attualmente soffro di attacchi di panico con conseguente depressione. Mi erano stati prescritti DAPAROX – ESCITALOPRAM 20 MG ed EN CON TRANQUIT DA 4MG/ML 20 gocce di daparox al giorno 10 di en al mattino 10 prima di pranzo 10 prima di cena e 20 per andare a dormire e 15 gtt di escitalopram. Ad oggi se non da sola seppur sbagliando ho sospeso da un momento all’altro i farmaci non pensando alle conseguenze ma le conseguenze le ho preferite ad una felicità “chimica” ad una realtà. Ho iniziato ad andare in palestra ad avere più rapporti interpersonali e a dare un senso alla mia VITA PERCHÉ QUESTA VITA È NOSTRA E DI NESSUNALTRO ovviamente non consiglio a nessuno di interromperli come ho fatto io è il modo più sbagliato che possa esistere. Ho avuto sbalzi d umore, attacchi nevrotici, insonnia, ma se avete una forza interiore e la volontà smettete piano piano di prendere queste “DROGHE LEGALI” perché non vi ridanno una vita ma bensì la tolgono e vi rimane una dipendenza. Fate della vostra vita ciò che avete sempre sognato e desiderato!

  12. Avatar Fabrj ha detto:

    Io prendo il citalopram da anni e questi effetti li ho prendendolo. Mi è stato detto dal medico che il citalopram dopo anni porta ad essere un poco anaffettivi ed appiattito sessualmente. Non so se succeda anche sospendendo ma l uso per anni porta a tale situazione per diverse persone.

  13. Avatar Francesco ha detto:

    L’unico modo per sperare di migliorare è stare alla larga da quello schifo di SSRI ed aspettare che il cervello faccia il miracolo. A volte si migliora, altre volte no. Probabilmente è bene anche stare lontani da ogni altra droga legale o illegale.

    • Avatar Ofelia ha detto:

      Bravissimo, è molto utile mantenersi “puliti” evitando anche addirittura alcool e caffè. Io ho ottenuto un po’ di sollievo dal mio tormento (depressione cronica con grande corollario di problemi vari) adottando uno stile di vita migliore, riposando un numero di ore sufficiente tutti i giorni, non eccedendo nel mangiare, evitando completamente l’alcool, la caffeina e le bibite eccitanti.

  14. Avatar Giulia ha detto:

    Ciao a tutti!

    Sono Giulia e ho 23 anni. Posso dire che in Leonardo, mi rivedo in TUTTO. Praticamente è la mia versione maschile. Non ho quindi niente da aggiungere se non una cosa… QUANTO DURANO QUESTI EFFETTI? (Io assumevo Daparox 20mg al giorno per disturbo d’ansia sfociato purtroppo in depressione) non ce la faccio più. Ho finito di prenderla il 2 febbraio…

  15. Avatar Sa Ma ha detto:

    Ciao.
    Io ho sospeso da 4 mesi il Cipralex (dopo il secondo ciclo dovuto già ad una ricaduta in depressione) e mi sembra di impazzire. Tutto ricominciato da capo, insonnia, ansia, nausea e inappetenza.
    Sto andando regolarmente alle sedute di psicoterapia ma mi sembra che la situazione non migliori. Non so veramente cosa fare, sarei tentata di ricominciare con l’antidepressivo perché non ce la faccio ad andare avanti.

  16. Avatar Angela ha detto:

    Sconsiglio vivamente di usare quelle droghe, mi hanno imbottita x anni, è un anno che combatto con le mie ansie e paure, con psicoterapia e integratori calmanti… i medici si sbrigano presto e prescrivono queste merde… ma loro e le loro famiglie se ne riguardano nel prenderle… e vi garantisco che anche alle donne passa la voglia di fare l’amore e si diventa inerti a tutto…

    • Avatar Antonia ha detto:

      Io ho iniziato a prendere psicofarmaci nel Luglio 2018, e ho finito a Novembre… Mi e’ venuta la stanchezza cronica, e non va piu’ via!

    • Avatar Angelo ha detto:

      Tranquilla, a me è bastata solo una pillola per capire quanto fanno schifo.
      Il cervello supera tutto.
      Le pillole invece ti tolgono tutto.

  17. Avatar Silvia ha detto:

    io sto provando per la seconda volta a sospendere l’assunzione di venlafaxina. ho già assunto prima della venlafaxina la paroxetina che mi sono rifiutata di prendere ancora dopo che mi sono capitati episodi in cui non sentivo più le braccia, di notte in pieno inverno facevo la macchia di sudore sulle lenzuola, mi sono ritrovata a non riconoscere più i miei stessi occhi in quanto le pupille sembrano dirmi “cosa cavolo stai facendo??”, e con una pupilla adesso più grande dell’altra mi sento veramente “matta”, mi sono sentita dire che “sembrano impossibili questi effetti collaterali, strano……”. per quanto mi riguarda non vedo differenza tra psicofarmaci e altre droghe che vengono etichettate come “cattive”, non vedo differenza tra mercato della droga e mercato farmaceutico. adesso ripeto sto cercando di smettere di mia iniziativa e nessuno che non ci
    sia passato in prima persona può capire, ci si sente completamente fuori controllo. magari per altre tipologie di disturbi gli psicofarmaci possono avere effetti positivi, ma per la depressione una sana psicoterapia con qualcuno che ti ascolta anzichè zittirti secondo me è la migliore cura.

  18. Avatar Giulia ha detto:

    Vale, io penso di non aver fatto cosa migliore nell’affidarmi ad una psichiatra e ad una Psicoterapeuta. Mi trovo benissimo e loro mi stanno veramente dietro. Anche io a metà degli studi l’anno scorso ho avuto il tuo stesso problema e anche io ero titubante sul da farsi, ma credo che questa sia stata la cosa migliore da fare e non me ne pento. Purtroppo gli effetti indesiderati possono capitare o meno e anche io qualcuno l’ho avuto, l’importante è non spaventarsi e non autoconvincersi che quell’effetto possa durare a vita perché così non ne uscirai più. Non basta affidarsi a dei medici e prendere le medicine, così sono bravi tutti a farlo.. Bisogna avere anche tanta forza per affrontare disturbi come questi e non farsi sopraffare dai medicinali.. Anche io ho avuto diversi effetti da farmaco e come ha detto l’altra ragazza anche io stavo per ingrassare poco più di 5 kg, ma questo basta dirlo alla psichiatra e si cambia la cura proprio come ho fatto io. A parer mio è stupido affidarsi a dei farmaci nel momento del bisogno per poi lamentarsene di continuo lasciando che gli effetti di quel farmaco aumentino a dismisura, e, a parte che gli effetti vengono indicati ovunque quindi non sono scritti li a caso, inoltre basta parlarne col proprio psichiatra che non è stupido e che se ne intende molto più di noi per provvedere e sistemare la situazione.

  19. Avatar Ylenia ha detto:

    Per Vale.
    Ti sconsiglio assolutamente di assumere psicofarmaci. Li ho provati sulla mia pelle. Uscirne è dura, si fa fatica ad interrompere la cura. Non ho mai avuto problemi di droga ma l’asti da questi farmaci manda fuori di testa. Per non parlare dei 25 kg presi in un anno che non vogliono più andarsene nonostante dieta e attività fisica. Purtroppo hanno causato problemi alla mia tiroide. Lotta con tutte le tue forze e non affidarti a questi farmaci spazzatura. Credi in te stessa, sei tu a comandare la tua testa e non lei a comandare te. Un abbraccio.

  20. Avatar Vale ha detto:

    Salve, sono anche io una studentessa universitaria, sto facendo psicoterapia per un disturbo d’ansia e attacchi di panico prevalentemente legati allo studio e agli esami. Ieri sono stata da uno psichiatra che mi ha prescritto cipralex e rivotril ma ho paura ad assumere ssri soprattutto dopo aver letto di questi studi. Io studio medicina quindi capisco anche un po’ meglio che effettivamente sono farmaci imprevedibili. Cosa mi consigliate?

    • Avatar Andrea ha detto:

      Appunto perché studi medicina dovresti sapere che la psichiatria è una pseudoscienza, ergo, lotta con te stessa e non prendere quelle pillole!

  21. Avatar Sara ha detto:

    Io credo che molto dipenda anche dalle dosi. Io utilizzo paroxetina ma ne assumo un quarto di una pastiglia da 20 mg. L’ho utilizzata intera per un breve periodo nel 2016 e alla sospensione sono tornate tutte le emozioni di prima che comunque erano mie ed erano presenti anche durante il trattamento. Io credo sinceramente che i professionisti sappiano di cosa stanno parlando con tutta la mole di studio che può avere alle spalle uno psichiatra o dei professori universitari. Probabilmente era semplicemente troppo presto per interrompere la cura.

    • Avatar stephen ha detto:

      State attenti ai “consigli dei professionisti della depressione”! Per anni in passato hanno somministrato anti-depressivi IMAO, che hanno creato instabili ed aumentato il numero dei SUICIDI. Oggi gli stessi dicono che sono SUPERATI dagli SSRI e dai triciclici.
      Ma gli effetti collaterali sono spesso fortissimi e sopratutto i farmaci non si possono scalare, tranne in alcuni casi fortunati. Infine, impiegano molto tempo ad agire e spesso quando non funzionano debbono essere sostituiti con altri ancora piu’ tossici!!

  22. Avatar Priscilla Grossi ha detto:

    Confermo per assurdo la storia di Leonardo, vivo le stesse cose… ed è scioccante

  23. Avatar Angelo ha detto:

    Anch’io ho subito danni sessuali da invega, oltre a spegnermi il desiderio calava l’erezione e avevo eiaculazione ritardata, oltre a perenne stanchezza fisica

  24. Avatar Lorenzo ha detto:

    Salve il ragazzo ha poi trovato il modo? Perché anche io sono più o meno nelle sue condizioni.
    Grazie

  25. Avatar Sasha ha detto:

    Il problema dell’anorgasmia è sempre presente in minore o peggiore forma con l’uso di tutte le classi di Antidepressivi, mentre disturbi di altro tipo sensoriale e di disfunzione erettile sono sempre causati da problemi di circolazione sanguigna, che andrebbero indagati in sedi opportune, ma che nulla almeno ad oggi mette in relazione all’uso di questi farmaci.
    Non dimentichiamo la carenza di molte vitamine ed oligoelementi che concorrono oltre che all’instaurarsi della sindrome depressiva (goccia che fa traboccare il vasi) a volte al mantenimento di alcuni stati larvati di tale patologia se non ripristinati.

  26. Avatar Paolo ha detto:

    Posso confermare. Sono passati ormai dieci anni da quando sono stato castrato chimicamente da quello che doveva essere un aiuto per attraversare un periodo di forte stress al lavoro.
    Tutto quello che mi sento ripetere da “specialisti” e amici è “sei solo depresso, è tutto nella tua testa, non pensarci “. È uno schifo.

  27. Avatar Paolo ha detto:

    Forse conviene continure con dose ridotta?

    • Avatar Mario ha detto:

      Lei crede che riprendere ad assumere una sostanza che ha provocato chissà quali sorta di danni al cervello di questa persona possa essere una buona strategia?

  28. Avatar Mario ha detto:

    Purtroppo quello che si dice nell’articolo è vero: la sindrome esiste, sono stati descritti centinaia di casi come quello riportato ma continua ed essere praticamente sconosciuta persino agli esperti del settore.
    Mi permetto di riportare della bibliografia essenziale sull’argomento:

    1) Persistent Sexual Side Effects after SSRI Discontinuation, Antonei B. Csoka, Stuart Shipko, 2006

    2) Genital anaesthesia persisting six years after sertraline discontinuation, Bolton JM, Sareen J, Reiss JP, 2006

    3) Post SSRI Sexual Dysfunction, Audrey Bahrick, 2006

    4) Prolonged Post-Treatment Genital Anesthesia and Sexual Dysfunction Following Discontinuation of Citalopram and the Atypical Antidepressant Nefazodone, Robert P. Kauffman, Amanda Murdock, 2007

    5) Persistent Sexual Dysfunction after Discontinuation of Selective Serotonin Reuptake Inhibitors, Antonei Csoka, Audrey Bahrick, Olli-Pekka Mehtonen, 2008

    6) Persistence of Sexual Dysfunction Side Effects after Discontinuation of Antidepressant Medications: Emerging Evidence, Audrey S. Bahrick, 2008

    7) Persistent Genital Arousal Disorder in Women: Case Reports of Association with Anti-Depressant Usage and Withdrawal, Sandra R. Leibluma & David Goldmeierb, 2008
    8) Persistent sexual dysfunction in genitourinary medicine clinic attendees induced by selective serotonin reuptake inhibitors, Farnsworth KD, Dinsmore WW, 2009

    9) The impact of persistent sexual side effects of selective serotonin reuptake inhibitors after discontinuing treatment: a qualitative study, Rebecca Diane Stinson, 2013

    10) Does sexual dysfunction persist upon discontinuation of selective serotonin reuptake inhibitors?, G.C. Ekhart, E.P. van Puijenbroek, 2014

    11) One hundred and twenty cases of enduring sexual dysfunction following treatment, Hogan C, Le Noury J, Healy D, Mangin D, 2014

    12) Penile anesthesia in post SSRI sexual dysfunction (PSSD) responds to low-power laser irradiation: A case study and hypothesis about the role of transient receptor potential (TRP) ion channels, Waldinger MD, van Coevorden RS, Schweitzer DH, Georgiadis J, 2014

    13) Post-SSRI Sexual Dysfunction: Clinical Characterization and Preliminary Assessment of Contributory Factors and Dose-Response Relationship, Ben-Sheetrit J, Aizenberg D, Csoka AB, Weizman A, Hermesh H., 2015

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