Antibiotico-resistenza, progetto pilota per lo studio del microbiota ambientale al Burlo Garofolo. Convegno nazionale a Trieste

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Trieste, 5 febbraio 2019 – I batteri antibiotico-resistenti sono uno dei problemi con cui la sanità pubblica deve confrontarsi con urgenza. Acquisendo resistenza nei confronti dei farmaci, molti microbi ambientali diventano patogeni per l’uomo arrivando anche a provocare il decesso del paziente; inoltre gravano il sistema sanitario di ingenti costi aggiuntivi.

Il Burlo Garofolo di Trieste è in prima linea nello studio del cosiddetto microbioma ambientale: l’insieme dei batteri ambientali che possono diventare resistenti ai farmaci e dunque causare problemi in ambito sanitario.

Per affrontare il tema in un’ottica multidisciplinare, l’ospedale pediatrico triestino ha organizzato per domani, mercoledì 6 febbraio, un convegno nazionale dal titolo “Antimicrobial stewardship: gestione coordinata e multidisciplinare in tema di resistenza antimicrobica. Clinica e ricerca a confronto in ambito materno-infantile”.

“L’uso continuo e non appropriato di antibiotici ha favorito in anni recenti la comparsa, la moltiplicazione e la diffusione di ceppi batterici resistenti, che creano non pochi problemi all’organismo umano” spiega Manola Comar, responsabile della struttura di microbiologia traslazionale dell’ospedale infantile, professore universitario e co-organizzatrice del convegno assieme alla collega Adele Maggiore, già direttore sanitario straordinario del Burlo Garofolo, e impegnata da anni nel coordinamento di questa tematica.

Ma, aggiunge ancora Comar: “Il microbiota umano è un elemento mutevole del nostro organismo, ed è fortemente influenzato dall’ambiente in cui cresciamo, dunque dai microorganismi che incontreremo nella nostra esistenza, che ci colonizzeranno e che diventeranno alleati o nemici del nostro stato di salute fisico e mentale. Per questo motivo, al Burlo, abbiamo deciso di avviare un progetto, il primo in ambito pediatrico, che studia il miocrobiota ambientale come primo passo per capire quello umano”.

Il convegno si terrà alla Stazione Marittima di Trieste, a partire dalle ore 9:00, e vedrà la partecipazione di una ventina di specialisti in antibiotico-resistenza provenienti da Udine, Pordenone, Roma, Genova, Ferrara e Treviso. Tra gli obiettivi dell’evento: stimolare una maggior collaborazione a livello nazionale fra esperti di centri diversi, e promuovere l’applicazione anche in ambito materno-infantile di conoscenze e pratiche condivise che interessano ostetrici, ginecologi, pediatri, neonatologi, infettivologi, chirurghi e gastroenterologi.

In tema di pratiche condivise, si parlerà dell’importanza di impiegare in maniera sistematica e standardizzata di tecniche di sequenziamento avanzato, o NGS (Next Generation Sequencing), che permettono di leggere il DNA dei batteri ambientali e umani, caratterizzando in dettaglio la composizione microbica delle diverse popolazioni via via analizzate.

“Queste tecniche ad alta processività – spiega Comar – rientrano nelle linee di indirizzo del Nuovo Piano Nazionale sull’Antibiotico Resistenza del Ministero della Salute (2017-2020), che insiste su sorveglianza, prevenzione e controllo ma anche sul potenziamento dell’innovazione tecnologica”.

Si tratta di tecniche che consentono di individuare e selezionare i batteri che contengono già integrati nel genoma i geni che li rendono resistenti agli antibiotici. “Questo ci permetterà di modificare in maniera tempestiva e mirata i protocolli di sorveglianza e di eradicazione, magari attraverso la competizione di microorganismi probiotici, altro campo di notevole interesse e oggetto di un progetto coordinato dall’Università di Ferrara, cui il Burlo già collabora” conclude Comar.

Fra i temi scientifici ci saranno anche: le infezioni in neonatologia e pediatria, le infezioni antibioticoresistenti nel settore delle malattie sessualmente trasmissibili e l’impiego dei probiotici in questo tipo di problematiche.

* Si chiama microbiota l’insieme dei diversi batteri che colonizzano un ambiente (es. i batteri intestinali, i batteri che colonizzano la pelle o un ambiente).
* Si chiama microbioma l’insieme dei geni che una popolazione batterica (quella dell’ambiente studiato) esprime di volta in volta, in diversi periodo o condizioni ambientali.

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