Anno 2050. Sesso senza corpo?

L’aspetto più preoccupante del sesso online è l’alto tasso di disagio psicologico che ne consegue e soprattutto la totale dipendenza e incapacità poi di avere un rapporto sessuale vero e soddisfacente

uomo-stanchezza-depressioneNon è più tempo ormai per le palpitazioni al cuore in attesa di una telefonata, un sms, l’ansia del primo appuntamento o della prima volta. Tempi passati, superati. Nell’era di internet, ai piaceri reali sotto le lenzuola, si preferiscono quelli puramente virtuali, fatti di tute, tele-vibratori, genitali computerizzati e video interattivi. Il profilo di chi si dedica al cybersesso non è più quello del maschio, di alto livello educativo ma sempre più donne cercano “orgasmi potenti” partecipando e cercando il sesso a distanza mediante webcam, scaricando video e immagini, o mandando email erotiche.

L’aspetto più preoccupante del fenomeno del sesso online è però l’alto tasso di disagio psicologico che ne consegue e soprattutto la totale dipendenza e incapacità poi di avere un rapporto sessuale vero e soddisfacente. Più intensa è l’attività sessuale online, più alto è il livello di depressione e di ansia.

Ma il vero dubbio è: la situazione può solo peggiorare? Come sarà la nostra sessualità nel 2050? Fatta solo di plastica, megabit e downloading?

Mi auguro di no, anche se i dati sono sconfortanti, le nuove frontiere dell’erotismo si muovono ormai su console dove i piaceri saranno programmati, infatti le multinazionali sono costantemente attente alle richieste di mercato e pertanto stanno producendo tele-vibratori, in grado di dare piaceri a distanza: vi sono telecomandi (rigorosamente per “lui” e per” lei”) che funzionano come quelli dei videogame “Wii”: i movimenti fatti su uno si trasferiscono, via web, sull’altro. Il vibratore ad anello (per lui) si indossa sul pene, mentre quello per lei è il “classico” vibratore”.

Questo aspetto prevede quanto meno ancora una certa interazione fra i partners, ma, purtroppo, il sesso tende a diventare sempre più “asettico, plastico e impersonale”, non per altro la vagina artificiale “Real Touch” è comandata da un pc e riproduce le sensazioni di una vagina “vera” sincronizzando i movimenti dei rulli, mentre il gel crea la lubrificazione!

Anche i poveri attori porno dovranno ben presto lasciare lo spazio ai manga! Infatti sono in commercio dei cartoni in 3D che offrono scenari sempre più realistici e ad alta risoluzione, che potrebbero far impallidire Rocco Siffredi!

Grazie all’avatar, ovvero al personaggio virtuale creato sul web, molte persone possono finalmente provare a spingersi oltre, forse internet potrebbe aiutare alcuni ad abbattere i tabù e a vivere la sessualità in modo più libero e fantasioso, ma il rischio è quello di cadere dalla padella nella brace e invece di abbattere le barriere si rischia di imprigionare la sessualità nelle tute di lattice, di sostituire il profumo della pelle con l’odore della plastica!

Uno studioso di intelligenza artificiale dell’università di Maastricht sostiene che entro il 2016 saranno disponibili i primi automi in grado di fornire tecnicamente, sensazioni fisiche uguali a quelle vere e che entro il 2050 il sesso con i robot sarà un’esperienza identica a quella fra due umani… questi nuovi scenari, oltre che al sesso con androidi, vedranno il sesso senza un vero corpo e purtroppo anche senza un’anima!

fonte: ufficio stampa

Marco Rossi

Marco Rossi

Specialista in Psichiatria. Psicoterapeuta, Sessuologo Clinico. Presidente Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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