Alzheimer e Parkinson, diagnosi precoce con biomarcatori liquorali per intervenire tempestivamente

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Da sx: Sivia Paciotti, Samuela Cataldi, Lucilla Parnetti, Paolo Eusebi, Lucia Farotti

Perugia, 6 giugno 2019 – Progetti finanziati nell’ambito del programma Horizon 2020 – Marie Skłodowska Curie Actions – Innovative Training Networks-2019 da parte della Commissione Europea: tra i vincitori c’è la professoressa Lucilla Parnetti, neurologa, professore associato dell’Università degli Studi di Perugia, responsabile del Centro per lo Studio dei Disturbi della Memoria e del Laboratorio di Neurochimica Clinica, Clinica Neurologica, con i suoi collaboratori i dottori Lucia Farotti, neurologa, Silvia Paciotti, biochimica, Paolo Eusebi, biostatistico e Samuela Cataldi, biochimica.

La professoressa Parnetti è conosciuta a livello internazionale per la ricerca nel campo delle malattie neurodegenerative e per l’importante contributo nell’ambito dei biomarcatori liquorali per la diagnosi precoce delle malattie di Alzheimer e di Parkinson.

È noto come le alterazioni molecolari alla base di queste patologie inizino molti anni prima che i segni clinici si manifestino. La ricerca di biomarcatori che permettano di diagnosticare le malattie neurodegenerative ad uno stadio precoce risulta indispensabile al fine di intervenire tempestivamente con farmaci in grado di bloccare la progressione della malattia prima che il danno cerebrale sia troppo avanzato, attualmente in avanzata fase di sviluppo.

In questo contesto si colloca il progetto finanziato dalla Commissione Europea, intitolato “Multi-omics Interdisciplinary Research Integration to Address DEmentia diagnosis” (MIRIADE), coordinato dall’Università di Amsterdam e che vede coinvolti tutti i più importanti Centri di ricerca a livello europeo. Ha l’obiettivo ambizioso di formare una nuova generazione di ricercatori in grado di accelerare la ricerca e lo sviluppo di nuovi biomarcatori sia liquorali che plasmatici per la diagnosi di malattie neurodegenerative con demenza, con piattaforme di genomica, proteomica e metabolomica, attraverso analisi computazionali ed elaborazioni statistiche.

L’intento è quello di individuare un pannello di biomarcatori in grado di discriminare, anche in fase precoce, diverse malattie neurodegenerative con evoluzione a demenza. Inoltre, grazie al coinvolgimento di partner industriali, il pannello validato di biomarcatori sarà trasformato in un vero e proprio strumento diagnostico e lanciato sul mercato.

La professoressa Parnetti e il suo gruppo di ricerca sono anche coinvolti in un progetto per lo sviluppo di un pannello di biomarcatori plasmatici che ha da poco superato la prima fase di selezione dell’EU Joint Programme – Neurodegenerative Disease Research (JPND), la più ampia iniziativa di ricerca europea finalizzata ad affrontare la sfida delle malattie neurodegenerative.

Infine, tra gli ultimi risultati ottenuti dal gruppo della Clinica Neurologica dell’Università di Perugia, va menzionato l’articolo pubblicato di recente (aprile 2019) sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology, intitolato “CSF and blood biomarkers for Parkinson’s disease” (Parnetti et al., doi: 10.1016/S1474-4422(19)30024-9).

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