ALCL, le protesi mammarie testurizzate rimangono in commercio. Lo ha deciso il Ministero della Salute

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Dott. Daniele Fasano, presidente SICPRE: “Siamo molto soddisfatti della posizione adottata dal Ministero, in piena sintonia con le principali società scientifiche del mondo e con quanto sostenuto dalla SICPRE, a iniziare dalla raccomandazione fatta alle donne di non trascurare gli esami periodici e cambiamenti improvvisi del seno”

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Roma, 17 maggio 2019 – Le protesi mammarie testurizzate, cioè ruvide, rimangono in commercio in Italia. Lo ha deciso il Ministero della Salute, che il 16 maggio ha diffuso un comunicato sull’argomento, scrivendo la parola “fine” alla questione sicurezza innescata dalla correlazione tra gli impianti mammari e la comparsa di una rara forma di tumore, il linfoma analplastico a grandi cellule (BIA -ALCL, ovvero Breast Implant Associated – Anaplastic Large Cell Lymphoma ).

“Il Ministero della Salute Italiano ha espresso una posizione che è la stessa degli Stati Uniti e di tutti i Paesi europei, ad eccezione della Francia – dice Daniele Fasano, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE – La motivazione di base è riconducibile all’attuale non evidenza scientifica di correlazione causale fra questa patologia ed il tipo di protesi mammarie”.

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Dott. Daniele Fasano

Come si legge nel comunicato del Ministero, infatti, “in Italia l’incidenza riportata è pari a 2,8 casi su 100.000. Nello specifico in Italia sono stati registrati/riscontrati 41 casi di BIA ALCL. Di essi, solo 1 è risultato fatale per progressione di malattia”.

La posizione assunta dal Ministero tiene anche conto del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, che a sua volta il 7 maggio ha tenuto un’audizione alla quale la SICPRE ha partecipato con una memoria.
La circolare ribadisce inoltre l’importanza di informare opportunamente le pazienti e la necessità di prevedere per i chirurghi formazione e aggiornamento costanti.

Dice ancora Fasano: “Siamo molto soddisfatti della posizione adottata dal Ministero, in piena sintonia con le principali società scientifiche del mondo e con quanto sostenuto dalla SICPRE, a iniziare dalla raccomandazione fatta alle donne di non trascurare gli esami periodici e cambiamenti improvvisi del seno”.

I segnali da non trascurare
Ma quali sono i segnali che devono mettere in guardia la paziente? “La comparsa del cosiddetto sieroma tardivo – spiega Fasano – Si tratta di un rigonfiamento importante che di solito, ma abbiamo visto che i casi sono estremamente rari, compare diversi anni dopo l’impianto di protesi, in media 7. È questo il segnale da non trascurare e che deve spingere la donna a rivolgersi al chirurgo plastico per ulteriori approfondimenti”.

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