Al Polo cardio-toraco-vascolare del Policlinico Sant’Orsola, la TAC dimezza le emissioni

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Il risultato ottenuto grazie a un software che ‘pulisce’ le immagini. In funzione anche una nuova risonanza che raddoppia la qualità delle immagini. Cromoterapia e musica in cuffia per accompagnare l’esame

ospedale-laboratorio-medici-tacBologna, 28 giugno 2016 – Continua a crescere la dotazione tecnologica del Polo cardio-toraco-vascolare del Policlinico di Sant’Orsola. Con la TAC, grazie all’applicazione di un nuovo algoritmo per la ricostruzione delle immagini, da oggi si potranno ottenere referti di pari qualità riducendo le emissioni del 50%.

Da pochi giorni è poi entrata in funzione la risonanza magnetica, una nuova macchina che consente una minor durata dell’esame e una qualità dell’immagine più che duplicata ma anche di realizzare ‘una PET senza radiazioni’.

Le due novità riguardando il reparto di Radiologia diretto dal prof. Maurizio Zompatori. “Grazie a questi investimenti – spiega il direttore dell’Unità operativa del Sant’Orsola – realizziamo un duplice risultato positivo: miglioriamo la qualità delle immagini e dunque le possibilità di una diagnosi accurata e riduciamo l’impatto sul paziente, mettendo in campo anche qualche novità per migliorare l’impatto degli esami, soprattutto sui più piccoli”.

La nuova risonanza magnetica, grazie all’innalzamento della tecnologia, rende possibile ridurre la durata degli esami, duplicando la qualità delle immagini. Verrà utilizzata in ambito cardio-vascolare e pediatrico, ma consentirà di realizzare anche scansioni di tutto il corpo in 30 minuti per individuare linfomi o altri tumori, ottenendo risultati simili di una PET (tomografia ad emissione di positroni) ma senza radiazioni. Per il benessere del paziente presenta un tubo più corto e più largo – accorgimento particolarmente utile per chi soffre di claustrofobia – ed è dotata sia di luci colorate per cromoterapia sia di auricolari per ascoltare musica. In questa prima fase si stima che effettuerà 280 esami al mese.

La TAC a 128 strati, precedentemente in funzione al padiglione 25, è stata invece dotata di un software con un algoritmo iterativo per la ricostruzione delle immagini, che elimina attraverso cicli successivi gli elementi di disturbo presenti nell’immagine grezza, rendendola sempre più nitida.

“È possibile così – spiega il dott. Vincenzo Russo – ottenere referti estremamente più precisi oppure, se non è necessaria per la diagnosi un livello di dettaglio così spinto, ridurre del 50% le emissioni per ottenere un’immagine della stessa qualità”. Verrà utilizzata soprattutto in ambito cardio-vascolare e per esami ai polmoni, in media per 700 pazienti al mese.

fonte: ufficio stampa

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