Affetto da SLA, riesce a pilotare con lo sguardo il volo di un drone

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Milano, 30 settembre 2019 – Il più giovane malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) in Europa, Paolo Palumbo, a seguito di uno specifico percorso di addestramento, è riuscito a pilotare con successo il volo di un drone a distanza, nonostante la sua grave patologia.
Si tratta del primo paziente al mondo affetto da SLA che, grazie a un puntatore oculare modificato e al software ideati dalla società 3D Aerospazio, socio del Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS), è stato in grado di pilotare dalla sua abitazione di Oristano un drone presso l’aviosuperficie Aliquirra, ubicata nel Comune di Perdasdefogu, all’interno dello spazio aereo del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ).

Si completa quindi con successo il primo ciclo di sperimentazione del progetto SLAPP (Sclerosis Lifeline APP), ideato  da 3D AERPOSPAZIO, che vede la collaborazione, per quanto riguarda la parte clinica, dell’Unità Operativa Complessa Neurologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari e dell’Istituto Auxologico di Milano (IRCCS) e, per quanto riguarda la consulenza in materia regolatoria, dell’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC).

“La nostra società – precisa il Comandante Antonio Depau di 3DAerospazio – potrà ora procedere a definire un percorso di individuazione di parametri tecnico/operativi che saranno in grado di indicare le tipologie di indagini cliniche capaci di evidenziare i punti di forza o di debolezza delle procedure di volta in volta analizzate”.

“I pazienti affetti da gravi neuropatie degenerative croniche, come la SLA, o con gli arti paralizzati a seguito di danni neurologici irreversibili da traumi spinali disabilitanti – spiega il prof. Gianfranco Parati, professore ordinario di Medicina cardiovascolare all’Università di Milano-Bicocca e Direttore Scientifico dell’Auxologico – presentano una progressiva ingravescente compromissione delle loro attività motorie, mentre solitamente mantengono integre le proprie capacità mentali cognitive, Nelle fasi avanzate di malattia comunicano con familiari e amici solo con enormi difficoltà, a volte solo mediante un computer. La loro qualità di vita ne risulta gravemente compromessa, e diventa per loro impossibile poter godere della contemplazione delle bellezze del mondo esterno, cosa che ulteriormente impoverisce la loro vita. Il progetto SLAPP, ideato da 3D AEROSPAZIO, si propone di poter contribuire alla loro terapia occupazionale offrendo l’opportunità di creare un contatto con il mondo esterno osservandolo attraverso “gli occhi” di un drone pilotato da loro stessi (sempre per sicurezza con il supporto costante di un pilota). L’Istituto Auxologico Italiano IRCCS si occuperà di condurre progetti di ricerca che possano valutare quantitativamente l’impatto di questa tecnologia su alcune funzioni neurologiche e cardiovascolari di questi pazienti, nonché globalmente sulla loro qualità di vita”.

“I rivoluzionari risultati ottenuti – precisa il Presidente del DASS, Giacomo Cao – potranno permettere a migliaia di persone che presentano terribili limitazioni funzionali, come nel caso dei pazienti affetti da SLA, di pilotare un drone e poter vedere l’ambiente circostante in tempo reale. Il distretto plaude allo sforzo profuso dal socio 3DAerospazio in questo importante progetto con l’auspicio che da un lato si possa rendere disponibile la tecnologia sviluppata per pazienti affetti da gravi patologie e dall’altro si riesca a proteggerla adeguatamente sotto il profilo della proprietà intellettuale per altre applicazioni che possono portare interessanti ritorni in chiave economica e occupazionale”.

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