Accogliere e curare: convegno a Ferrara sulle migrazioni globali

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Ferrara, 8 giugno 2016 – Il Convegno “Accogliere e curare. Nuove sfide nel tempo delle migrazioni globali” in programma domani, 9 giugno 2016 nell’Aula Congressuale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – che vede come Responsabile Scientifico Laura Sighinolfi – è stato organizzato con la collaborazione tra l’Unità Operativa Malattie Infettive (Direttore, Marco Libanore) del S. Anna e i Servizi territoriali dell’Azienda USL, coinvolti nel processo assistenziale e socio sanitario, della popolazione straniera immigrata. Il Convegno costituisce, oltre ad un’occasione costruttiva di confronto tra gli esperti del settore, un evento formativo di aggiornamento sulle competenze normative, organizzative, interculturali e relazionali, dei professionisti socio sanitari attivi nei servizi pubblici territoriali di accoglienza, orientamento e cura dei cittadini stranieri.

La migrazione ha caratterizzato da sempre la storia dell’umanità, ma oggi è divenuta una realtà globale in continua evoluzione. In Italia, infatti, sono stimati tra i 5 e i 6 milioni di migranti e il nostro Paese, in circa vent’anni, è divenuto la meta più o meno definitiva di un flusso continuo di cittadini stranieri. La popolazione immigrata pur essendo cresciuta di quasi venti volte, rispetto al secolo scorso, è tuttavia maggiormente esposta all’emarginazione sociale, alle barriere linguistiche, culturali e socio-economiche che non infrequentemente possono determinare difficoltà di accesso ai servizi sanitari e sociali del nostro territorio.

La tutela della salute dei migranti assume un’importanza strategica, per la necessità di garantire percorsi strutturati ad hoc, soprattutto a quelle persone che per vari motivi si trovano ancora a vivere ai margini del sistema, in condizioni di precarietà esistenziale. Basti pensare che il rischio di contrarre infezioni come la tubercolosi o l’epatite virale acuta B è molto più alto tra gli immigrati, rispetto alla popolazione italiana, ma anche altre malattie come l’AIDS o le malattie sessualmente trasmesse sono in aumento, facilitate dalle condizioni di sfruttamento a cui è sottoposta tutta la popolazione immigrata.

La regione Emilia-Romagna costituisce da molti anni un’area multietnica e multiculturale, confermandosi come una delle regioni italiane con la più alta incidenza di cittadini stranieri residenti, in rapporto alla popolazione totale locale. A queste vanno aggiunte quelle centinaia di persone che quotidianamente chiedono asilo, in fuga da situazioni di estremo disagio sociale per guerre, carestie, miseria e sfruttamento di ogni genere.

Nella provincia di Ferrara i cittadini stranieri immigrati, rifugiati o figli di stranieri rappresentano una quota sempre più significativa della nostra società, i quali per difficoltà di accesso all’attività lavorativa, all’integrazione sociale, in presenza di precarietà economica, fragilità psicologica e fisica si trovano sempre più spesso ad accedere in modo crescente ai servizi socio sanitari pubblici del nostro territorio.

fonte: ufficio stampa

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