Il Capo dello Stato Sergio Mattarella in difesa delle vaccinazioni

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La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale in totale accordo con quanto dichiarato dal Presidente della Repubblica sul tema vaccini

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Sergio Mattarella

Roma, 24 ottobre 2016 – La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ritiene “fondamentali le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tema delle vaccinazioni” che, ha detto il Capo dello Stato alla Giornata sulla lotta al cancro, sono “essenziali per estirpare malattie pericolose e per evitare il ritorno di altre, debellate negli anni passati”.

“In Italia – spiega il presidente SIPPS, dott. Giuseppe Di Mauro – da 3 anni assistiamo ad un crescente calo delle vaccinazioni. Tutto questo può causare l’accensione di nuovi focolai di malattie prevenibili con le vaccinazioni stesse quali il morbillo e può favorire il ritorno di altre scomparse nel nostro territorio. La principale causa è da ricercare nella crescente incertezza dei genitori, indotta da una sempre più attiva disinformazione, basata su dati infondati e su clamorosi falsi scientifici, che vede in prima linea alcuni medici che diffondono con ogni mezzo queste notizie: bisogna difendere le famiglie da questi veleni!”.

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Dott. Giuseppe Di Mauro

“Le vaccinazioni – aggiunge il dott. Di Mauro – rientrano nella responsabilità genitoriale secondo il criterio dell’interesse superiore del fanciullo e del suo diritto a essere vaccinato: abbiamo il dovere di aiutare i genitori a rispettare il loro mandato!”.

Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica giungono dopo che alcuni giorni fa due notizie che hanno trovato notevole spazio sui media nazioni hanno riscosso particolare interesse per i pediatri e gli operatori sanitari impegnati ogni giorno nella difesa del diritto del fanciullo ad essere vaccinato.

La prima è rappresentata da una recentissima sentenza del Tribunale di Padova, che si è espresso su un caso che riguardava due genitori separati e in disaccordo sull’opportunità di sottoporre o meno la propria figlia minorenne alla profilassi contro il papilloma virus (Hpv). La madre aveva ricevuto dalla ASL l’invito a presentarsi al distretto per effettuare la vaccinazione della figlia contro l’HPV ma, dopo qualche giorno, anche una lettera del padre che la diffidava dal vaccinare la figlia contro l’HPV e qualsiasi altro agente infettivo. La Sezione Civile del Tribunale ha stabilito che, in situazioni del genere, è prioritaria la tutela della salute dei minori e, quindi, la bambina deve essere vaccinata.

È inoltre di grande rilevanza la notizia che alcuni Ordini dei Medici provinciali, seguendo le chiare indicazioni del “documento sui vaccini” approvato all’unanimità l’8 luglio 2016 dal Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), stanno esaminando la posizione di alcuni medici in merito alle vaccinazioni per valutare se vi siano gli estremi per sanzionare il loro comportamento, come previsto dal codice deontologico.

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) sottolinea come nella sentenza di Padova abbia prevalso “la tutela della salute del minore”, in linea con quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo del 1989, ratificata dall’Italia nel 1991 e ribadito nel 2015 dal Comitato Nazionale di Bioetica.

“Le vaccinazioni – afferma il prof. Luciano Pinto, vice presidente SIPPS Campania – rientrano nell’“interesse superiore del fanciullo. Come Società Scientifica che ha come scopo statutario la prevenzione delle malattie nell’infanzia – prosegue il prof. Pinto – la SIPPS si augura che questo principio venga rispettato in tutti i procedimenti giudiziari che abbiano come oggetto una disputa sulle vaccinazioni di un minore, anche nel caso in cui entrambi i genitori siano d’accordo sul non vaccinare il proprio figlio! Ed in questo spirito, la SIPPS non può che rallegrarsi ancora una volta per la discesa in campo dell’Ordine dei Medici in difesa del diritto di un minore ad essere vaccinato. Nel documento approvato dal Consiglio Nazionale della FNONCeo si ricorda che i medici hanno “l’obbligo di collaborare all’attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica”.

“Solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario – conclude Pinto – possono “sconsigliare un intervento vaccinale. Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”.

fonte: ufficio stampa

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